Maltempo e scuole chiuse in Calabria, tra prudenza e nodi strutturali
Esondazioni e allerte meteo riaprono il dibattito sull’edilizia scolastica e sulla necessità di investire in sicurezza oltre l’emergenza
Nelle ultime settimane la Calabria, così come la Sicilia, è stata investita da ondate di maltempo particolarmente intense. Piogge torrenziali e venti forti hanno provocato l’esondazione di fiumi come il Crati, il Busento e il Campagnano, con allagamenti estesi nella Piana di Sibari e in altre aree già fragili dal punto di vista idrogeologico. In pochi giorni si sono susseguiti eventi estremi che hanno messo sotto pressione territori, infrastrutture e comunità locali. Le amministrazioni comunali, in coordinamento con la Protezione civile regionale, hanno adottato misure precauzionali, tra cui la chiusura delle scuole, per ridurre i rischi per studenti, famiglie e personale scolastico. Una scelta dettata dal principio di prudenza, in un contesto in cui l’imprevedibilità dei fenomeni atmosferici rende ogni decisione particolarmente delicata.
Scuole chiuse, tra prudenza istituzionale e interrogativi dei cittadini
Tuttavia, nelle ultime settimane diversi lettori hanno sollevato osservazioni su un numero ritenuto eccessivo di giornate di scuola sospese, talvolta in assenza di criticità evidenti nelle singole aree urbane. È un tema sensibile, che merita una riflessione equilibrata. Da un lato, la sicurezza deve restare prioritaria, prevenire è meglio che intervenire a emergenza conclamata. Dall’altro, la chiusura delle scuole comporta conseguenze organizzative per le famiglie e interruzioni nella continuità didattica. Il punto non è mettere in discussione la buona fede o la responsabilità delle istituzioni, ma interrogarsi se in alcuni casi le ordinanze siano influenzate anche da fattori strutturali. In molte realtà calabresi gli edifici scolastici sono datati, necessitano di interventi di manutenzione o adeguamento sismico e idrogeologico. In presenza di allerte meteo, anche moderate, la scelta di chiudere può diventare una forma di autotutela rispetto a strutture non sempre pienamente adeguate agli standard più moderni di sicurezza.
Edilizia scolastica e prevenzione, la sfida che va oltre l’emergenza
Questa situazione apre una questione più ampia, che va oltre il singolo episodio di maltempo. Se la chiusura preventiva delle scuole diventa una risposta frequente, forse occorre interrogarsi sullo stato dell’edilizia scolastica e sulla capacità di rendere gli edifici più resilienti agli eventi estremi, già gli ordini competenti hanno iniziato a mettere in sicurezza alcune scuole datate, ma bisogna dare il tempo per completare. Investire in manutenzione, adeguamento strutturale e messa in sicurezza significa ridurre la necessità di ricorrere a provvedimenti straordinari ogni volta che si annuncia un’allerta. Non si tratta di polemica, ma di pianificazione. Il cambiamento climatico rende sempre più frequenti fenomeni intensi e improvvisi, la risposta non può essere solo emergenziale. Garantire scuole sicure e moderne è una priorità che incide direttamente sul diritto allo studio e sulla serenità delle famiglie. La prudenza resta doverosa, ma accanto alla gestione dell’emergenza serve una strategia strutturale che consenta, in futuro, di limitare le chiusure ai casi realmente indispensabili.