Con l’avvicinarsi del 12 maggio 2026, data in cui Cosenza ospiterà l’arrivo della prima tappa del Giro d’Italia, l’amministrazione comunale ha impresso un’accelerazione decisiva ai lavori di adeguamento urbano. Fin qui, tutto bene: grande evento, grande vetrina. Ma a far discutere è soprattutto il conto presentato ai cittadini. Oltre 73mila euro per “preparare” strade e segnaletica: una cifra che, al di là delle spiegazioni tecniche, suona a molti come l’ennesima spesa pubblica gonfiata per un evento di pochi giorni. Davvero era tutto necessario? O si poteva fare di più con meno?

Sicurezza o interventi dell’ultimo minuto?


Sicurezza pedonale e mobilità sostenibile al centro del progetto — almeno sulla carta. Una parte consistente dei fondi è destinata alle “Zone 30 km/h” e alla segnaletica per i passaggi pedonali rialzati. Interventi utili, certo, ma che arrivano proprio adesso, in coincidenza con il Giro. Viene spontaneo chiedersi: serviva davvero la corsa ciclistica per mettere in sicurezza le strade? E soprattutto, questi lavori resteranno un beneficio stabile o sono solo un maquillage temporaneo per fare bella figura davanti alle telecamere?

Affidamenti diretti e malumore dei cittadini


Sul fronte tecnico, l’amministrazione ha scelto l’affidamento diretto, procedura legittima per importi sotto soglia, ma che inevitabilmente alimenta dubbi tra i cittadini. Tutto regolare, assicurano dagli uffici, con piena copertura finanziaria e rispetto delle norme. Tuttavia, quando si parla di soldi pubblici, la trasparenza formale spesso non basta a spegnere il malumore: in un contesto in cui molti servizi essenziali arrancano, spendere decine di migliaia di euro per segnaletica e interventi legati a un evento sportivo rischia di apparire come una priorità discutibile.