Maltempo e polizze catastrofali, la CNA chiede risposte concrete
Dalle imprese all’agricoltura, danni ingenti dopo il ciclone Harry e appello per ristori rapidi, tutele reali e stato di calamità
L’ondata di maltempo che ha colpito la Calabria nei giorni scorsi rappresenta il primo vero banco di prova per l’obbligo assicurativo contro gli eventi catastrofali introdotto per le imprese. A sottolinearlo è il presidente di CNA Calabria, Giovanni Cugliari, che esprime solidarietà alle aziende danneggiate ma avverte: ora è il momento di capire se le polizze garantiranno una reale tutela o se rischiano di trasformarsi in un costo aggiuntivo privo di efficacia. Le imprese, tra strutture compromesse, macchinari danneggiati e scorte distrutte, hanno come priorità assoluta la messa in sicurezza e la ripartenza delle attività.
Le criticità già segnalate e il rischio di tutele solo formali
Secondo la CNA, quanto accaduto riporta al centro criticità già evidenziate in fase di discussione dell’obbligo assicurativo. Beni difficilmente assicurabili, coperture parziali, massimali insufficienti, franchigie elevate e clausole di esclusione potrebbero lasciare molte imprese formalmente assicurate ma di fatto scoperte nel momento del bisogno. Per questo, annuncia Cugliari, la Confederazione attiverà un monitoraggio puntuale sui casi concreti, raccogliendo le segnalazioni delle aziende colpite e verificando l’effettiva risposta delle polizze. Non si tratta di una posizione ideologica, ma di una questione di equità economica e credibilità del sistema, affinché le imprese non siano lasciate sole prima e dopo le calamità.
Agricoltura in ginocchio e richiesta di stato di calamità
Gravissimo anche il bilancio per il settore agricolo. Colture distrutte, serre divelte e infrastrutture aziendali compromesse sono le conseguenze del ciclone Harry, che ha colpito duramente Calabria, Sicilia e Sardegna. CNA Agricoltori chiede con urgenza il riconoscimento dello stato di calamità e l’attivazione di procedure straordinarie, rapide e accessibili per ristori adeguati, includendo danni a strutture e capitale produttivo. Il presidente nazionale Francesco Annino richiama la necessità di affiancare agli interventi emergenziali politiche strutturali di prevenzione e adattamento climatico, avvertendo che senza risposte rapide il rischio concreto è la chiusura definitiva di molte aziende agricole nelle aree colpite.