Matalone e Stasi
Matalone e Stasi

Il sindaco di Corigliano-Rossano, agli arresti domiciliari, sarà interrogato sulle contestazioni della Dda di Catanzaro. Sotto esame i rapporti tra alcuni indagati durante la campagna elettorale del 2024.

Stasi atteso davanti al giudice il 3 novembre

È fissato per il prossimo 3 novembre l'interrogatorio di garanzia di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, coinvolto nell'operazione antimafia “Ginestra” coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Il primo cittadino, attualmente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, avrà l'opportunità di fornire la propria versione dei fatti e rispondere alle contestazioni formulate dagli inquirenti. L'indagine, che ha portato all'esecuzione di 41 misure cautelari nella Sibaritide, riguarda presunte attività criminali e rapporti tra esponenti della criminalità organizzata e ambienti politico-amministrativi. Intanto, per questa mattina alle ore 12 è previsto anche l'interrogatorio di garanzia di Damiano Pepe, altro indagato nell'inchiesta, recentemente scampato a un agguato nei pressi della propria abitazione, in contrada Lattughelle, nel territorio di Cassano allo Ionio.

Le elezioni del 2024 e l'ipotesi di un accordo in cambio di posti di lavoro

Uno dei filoni investigativi riguarda le elezioni amministrative del giugno 2024, concluse con la riconferma di Stasi alla guida del Comune di Corigliano-Rossano. Secondo la ricostruzione della Dda, al centro della vicenda figurerebbero Annibale Matalone e Vincenzo Curia, coinvolti in un presunto accordo finalizzato a ottenere sostegno elettorale in cambio di opportunità lavorative. In particolare, gli investigatori ipotizzano che Matalone, attraverso l'intermediazione di Curia, avrebbe garantito il proprio impegno nella campagna elettorale a favore di Stasi, ricevendo in cambio la promessa di un'assunzione per sé e per alcuni familiari. Le eventuali sistemazioni lavorative avrebbero dovuto riguardare il Comune, i servizi cimiteriali oppure organismi collegati all'amministrazione municipale. Nelle conversazioni finite all'attenzione degli inquirenti, la prospettiva occupazionale viene indicata con il termine dialettale “fatighedda”. Si tratta di una ricostruzione accusatoria ancora da sottoporre al vaglio giudiziario, rispetto alla quale resta fondamentale il principio di presunzione di innocenza.

Il colloquio al ristorante e il timore delle intercettazioni

Tra gli elementi esaminati dagli investigatori figura un incontro avvenuto il 6 maggio 2024 all'interno di un ristorante, durante il quale Matalone e Curia avrebbero discusso dei rapporti con l'allora candidato sindaco. Nel corso della conversazione, Curia avrebbe lasciato intendere che Stasi fosse a conoscenza della disponibilità di Matalone a sostenerlo elettoralmente. Quest'ultimo, tuttavia, avrebbe precisato di non intrattenere rapporti diretti con il primo cittadino, riferendo invece di conoscere personalmente una figura a lui vicina. Un ulteriore passaggio del dialogo riguarda una possibile telefonata tra Stasi e Matalone: secondo quanto emerso dalla ricostruzione investigativa, Curia avrebbe sostenuto di aver impedito quel contatto, temendo che la conversazione potesse essere intercettata. Un dettaglio che gli inquirenti considerano nell'ambito della ricostruzione dei presunti rapporti tra gli indagati. L'interrogatorio del 3 novembre rappresenterà un passaggio importante per chiarire la posizione di Stasi, che potrà contestare gli elementi raccolti dalla Procura e presentare le proprie argomentazioni difensive. Le accuse, allo stato, non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità.