Maltempo in Calabria, Tridico attacca la Regione sui fondi europei per la prevenzione
L’europarlamentare del M5S denuncia la bocciatura della mozione in Consiglio regionale e chiede chiarimenti all’Europa sull’utilizzo delle risorse destinate al dissesto idrogeologico
Le immagini delle ultime ondate di maltempo che hanno colpito la Calabria tornano al centro del dibattito politico. A intervenire è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico, che punta il dito contro la gestione dei fondi europei destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico.
Nel mirino di Tridico c’è soprattutto la situazione di Crosia, sullo Ionio cosentino, dove il mare ha devastato parte del lungomare della frazione Mirto. L’ex presidente dell’Inps ha annunciato di avere presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere chiarimenti sugli strumenti attivati dopo gli eventi alluvionali che hanno colpito la Calabria e altri territori del Sud Italia.
Secondo l’europarlamentare, gli eventi estremi continuano a colpire aree già fragili senza che vi sia stata una reale strategia di prevenzione da parte delle istituzioni competenti.
La polemica sulla bocciatura della mozione
Tridico attacca direttamente la maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale, accusata di avere bocciato una mozione dell’opposizione che chiedeva alla Regione di attivarsi formalmente verso il Governo e l’Unione Europea per utilizzare tutti gli strumenti disponibili a sostegno dei territori colpiti dal ciclone Harry dello scorso gennaio.
“Votare contro quella mozione significa non aver governato i processi e avere issato bandiera bianca davanti all’Europa”, sostiene il capo delegazione del M5S a Bruxelles.
Nella nota viene ricordato come, dopo il ciclone che aveva colpito Calabria, Sicilia e Sardegna il 20 gennaio scorso, fosse stata inviata una richiesta alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al commissario europeo Raffaele Fitto per l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea.
Secondo Tridico, la risposta arrivata da Bruxelles avrebbe confermato la disponibilità di strumenti e risorse, ma tali opportunità non sarebbero state concretamente utilizzate dalle istituzioni italiane.
I fondi europei e la richiesta di trasparenza
Al centro della polemica ci sono anche le risorse europee già disponibili per la prevenzione dei rischi naturali. Secondo quanto riportato dall’europarlamentare, i programmi FESR destinati a Calabria, Sicilia e Sardegna conterrebbero 352 milioni di euro per la gestione dei rischi da catastrofi naturali, di cui 156 milioni ancora non assegnati.
Con l’interrogazione depositata alla Commissione europea, Tridico chiede di sapere se l’Italia abbia presentato domanda di sostegno per gli eventi che hanno colpito Crosia e i territori limitrofi, se i fondi già destinati alla prevenzione stiano realmente producendo risultati e se siano previsti strumenti diretti di sostegno agli enti locali.
“Ogni alluvione che si ripete sugli stessi territori – conclude Tridico – è anche una domanda senza risposta su dove siano finiti i fondi spesi negli anni precedenti”.