Open Fiber accelera sugli Edge Data Center, il digitale si avvicina a cittadini e imprese
A Eurekalabria 2026 presentato il progetto Open Edge: infrastrutture per IA, telemedicina, smart city e servizi avanzati, mentre al Sud resta il nodo dell’adozione della banda ultra larga
Open Fiber accelera sullo sviluppo di infrastrutture digitali capaci di elaborare i dati sempre più vicino ai luoghi in cui vengono prodotti e utilizzati. È questo l’obiettivo di “Open Edge”, il progetto che prevede la creazione di una rete nazionale di Edge Data Center. A illustrarlo è stato Andrea Lazzaroli, responsabile Marketing Business di Open Fiber, nel corso di Eurekalabria 2026, l’evento in programma a Lamezia Terme dedicato al mondo delle telecomunicazioni, dell’ICT e del digitale. Secondo Lazzaroli, la crescita delle applicazioni ad alte prestazioni richiede oggi infrastrutture che non si limitino a trasportare informazioni, ma siano in grado di garantire continuità operativa, tempi di risposta ridotti e capacità di calcolo distribuita.
Dall’intelligenza artificiale alla telemedicina
Gli Edge Data Center sono strutture di prossimità collegate direttamente alla rete FTTH di Open Fiber e permettono di ridurre la distanza tra elaborazione dei dati e utenti finali. Questo modello è particolarmente utile per servizi come intelligenza artificiale, Internet of Things, telemedicina, industria tecnologica e applicazioni per le smart city. Open Fiber ha già realizzato 11 impianti nelle principali città italiane e punta ad ampliare la copertura anche nel Centro-Sud con nuove strutture ad Ancona, Mugnano di Napoli e Modugno, nel Barese. La rete in fibra dell’azienda ha raggiunto oltre 17,4 milioni di unità immobiliari in più di 6mila Comuni, con oltre 4,3 milioni di clienti connessi e più di 168mila chilometri di infrastruttura realizzata.
Sud ancora indietro nell’utilizzo dei servizi digitali
Nel suo intervento, Lazzaroli ha richiamato anche il tema dell’adozione effettiva dei servizi digitali, ancora disomogenea nel Mezzogiorno. I livelli di utilizzo della banda ultra larga superano il 41% a Napoli, si attestano intorno al 37% a Bari e al 34% a Palermo, mentre scendono al 21% a Catanzaro e al 19,4% a Reggio Calabria. Secondo Open Fiber, colmare questo divario è fondamentale per trasformare le infrastrutture digitali in una reale leva di sviluppo. Il progetto Open Edge punta inoltre su efficienza energetica e sostenibilità: gli impianti avranno dimensioni contenute, potenze inferiori a 1 MW, sistemi di raffreddamento senza consumo d’acqua e saranno preferibilmente realizzati recuperando edifici e aree già urbanizzate, riducendo così consumo di suolo e traffico dati verso infrastrutture più lontane.