Operatori sociosanitari, tra carenze e disparità: la voce dal pronto soccorso di Cosenza
Un Oss denuncia squilibri nell’organizzazione del personale e chiede un utilizzo più equo e funzionale nei reparti ospedalieri
Egregio Direttore,
con la presente desidero rispondere alla lettera pubblicata nei giorni scorsi da alcuni operatori sociosanitari dell'ospedale di Cosenza, condividendone pienamente il contenuto.
Sono un Oss in servizio presso il pronto soccorso e posso testimoniare in prima persona quanto il nostro lavoro sia fondamentale all’interno di un’azienda ospedaliera. L’attività quotidiana richiede impegno, costanza e senso di responsabilità: assistiamo i pazienti, ci occupiamo della cura diretta della persona, rifacciamo i letti e spesso li aiutiamo durante i pasti, soprattutto nelle ore del mattino.
Le difficoltà legate alla carenza di personale
Nonostante l’importanza del nostro ruolo, la realtà quotidiana è segnata da difficoltà organizzative.
La carenza di personale nei reparti, dovuta anche al trasferimento di alcuni colleghi verso servizi diagnostici e ambiti senza degenza, ricade inevitabilmente sui pazienti e su chi resta in prima linea. Nei reparti si lavora con grande sacrificio, mentre in altri contesti si registrano situazioni meno gravose.
Il nodo delle assegnazioni e delle limitazioni
Mi chiedo, e le chiedo, Direttore: chi stabilisce che un Oss con eventuali limitazioni non possa operare nei reparti svolgendo attività compatibili con la propria condizione, come l’assistenza di base ai pazienti?
Molti colleghi potrebbero comunque offrire un contributo concreto, evitando mansioni più pesanti ma continuando a essere una risorsa utile. Invece, spesso le assegnazioni sembrano seguire logiche che non tengono conto delle reali esigenze dei reparti.
L’appello alla direzione sanitaria
È necessario rivedere queste dinamiche organizzative. Più volte è stato ribadito, anche da figure apicali dell’azienda, che il personale dovrebbe essere collocato dove c’è maggiore bisogno.
Per questo mi rivolgo ai Direttori affinché si intervenga con decisione, evitando di disperdere risorse preziose e garantendo un supporto concreto nei reparti dove il lavoro è più intenso e continuo.
Un invito a valorizzare chi è in prima linea
Gli operatori sociosanitari rappresentano una colonna portante dell’assistenza.
Chiedo che venga riconosciuto il valore di chi ogni giorno lavora con dedizione, spesso in condizioni difficili, mettendo a disposizione energie e professionalità. Non possiamo permetterci di sprecare queste risorse: è necessario valorizzarle e utilizzarle al meglio, per il bene dei pazienti e dell’intero sistema sanitario.