Un momento di confronto concreto tra istituzioni, rappresentanza e operatori del settore si è svolto alla Tonnara di Bivona, dove Coldiretti Pesca ha incontrato una delegazione della marineria tirrenica calabrese. Al centro dell’iniziativa, la volontà di rafforzare il dialogo e costruire risposte efficaci per un comparto strategico ma ancora segnato da criticità strutturali.

All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, Daniela Borriello, Antonino Mancuso, Pietro Bozzo e il vicepresidente interprovinciale Giuseppe Porcelli.

Il confronto ha preso le mosse da un risultato concreto ottenuto grazie all’azione sindacale e istituzionale dell’organizzazione: il Decreto del Ministero dell’Agricoltura n. 0123684 del 13 marzo 2026, che corregge le coordinate fissate dal precedente provvedimento del 2020. Una rettifica attesa da anni, che interviene su una perimetrazione ritenuta penalizzante per la pesca locale, restituendo tutela all’area prospiciente Amantea e riequilibrando l’utilizzo dei fondali nel Golfo di Santa Eufemia.

“Questa rettifica dimostra che solo una rappresentanza organizzata e presente nei luoghi decisionali può ottenere risultati concreti”, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, ribadendo il ruolo di Coldiretti Pesca come interlocutore autorevole nei confronti delle istituzioni.

Ampio spazio è stato dedicato alle principali criticità del settore: dalla sicurezza delle infrastrutture portuali alla gestione dei rifiuti e degli attrezzi dismessi, fino alla necessità di un accesso più equo alle quote di pesca del tonno. Un tema, quest’ultimo, ritenuto cruciale per garantire opportunità anche alle piccole imbarcazioni della pesca artigianale.

Preoccupazione è stata espressa anche per la tenuta economica delle imprese, messe sotto pressione dall’aumento dei costi di produzione, in particolare del carburante. Da qui la richiesta di politiche pubbliche capaci di accompagnare il comparto verso una transizione sostenibile, senza gravare ulteriormente sugli operatori.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate anche le iniziative già avviate da Coldiretti: dalla promozione della vendita diretta e della valorizzazione del pescato locale, allo smaltimento organizzato degli attrezzi, fino alla proposta di una revisione della normativa regionale sull’ittiturismo, per renderla più aderente alle esigenze delle imprese e dei territori costieri.

A emergere con forza, negli interventi conclusivi, è stata la necessità di rafforzare il legame tra pescatori e associazione, superando l’isolamento dei singoli e costruendo una rappresentanza più coesa. Solo attraverso una partecipazione attiva e condivisa, è stato evidenziato, sarà possibile affrontare le sfide decisive per il futuro della pesca calabrese: tutela delle risorse, dignità del lavoro e sviluppo delle comunità costiere.