Il viale Città di Cutro a Reggio Emilia
Il viale Città di Cutro a Reggio Emilia

Negli ultimi giorni ha fatto discutere la proposta, rilanciata da alcune testate giornalistiche, di modificare o integrare il nome di “Viale Città di Cutro” a Reggio Emilia. L’idea, promossa dall’ex prefetta e cittadina onoraria Antonella De Miro, nasce con l’intento dichiarato di rafforzare il messaggio pubblico di contrasto alla criminalità organizzata, in particolare alla ’ndrangheta, e di riaffermare l’impegno delle istituzioni contro le infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale ed economico reggiano.

Un’iniziativa che ha certamente un valore simbolico, ma che – secondo il consigliere regionale calabrese Ernesto Alecci – rischia di colpire ingiustamente un’intera comunità.

La reazione di Alecci: “Un’offesa alla gente onesta di Cutro”

In una lettera aperta al sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, Alecci esprime forte dissenso rispetto alla proposta. «Un obiettivo condivisibile – scrive – ma che non mi trova d’accordo nelle modalità. Questo gesto, nel tentativo di dare un segnale forte, finisce per offendere l’intera comunità cutrese, che non lo merita».

Il consigliere ricorda come Cutro e la sua gente abbiano dato prova di grande umanità e impegno civile in diverse occasioni. Tra queste, la tragedia del naufragio del febbraio 2023, che vide la popolazione locale accogliere con dignità e solidarietà i sopravvissuti e le famiglie delle vittime, meritando l’elogio pubblico del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che citò la comunità cutrese nel discorso di fine anno.

“La Calabria è molto più della ’ndrangheta”

Alecci sottolinea inoltre l’apporto concreto e silenzioso di tanti lavoratori calabresi, e in particolare cutresi, al progresso economico e sociale dell’Emilia Romagna: «Dall’impegno nella Protezione Civile, come nel caso dell’alluvione del 2023, al contributo lavorativo quotidiano, la Calabria ha dato molto e chiede solo rispetto».

Pur riconoscendo la necessità di combattere la criminalità organizzata con ogni mezzo, il consigliere regionale ammonisce: «Per contrastare l’azione di miserabili delinquenti non si può umiliare la stragrande maggioranza di cittadini onesti». E denuncia il pericolo di una generalizzazione che colpisce l’identità di un intero popolo.

L’invito al sindaco: “Venga a conoscere la nostra terra”

Alecci conclude la sua lettera con un invito diretto al sindaco Massari: «La invito in Calabria, sarò felice di accompagnarla alla scoperta di questa straordinaria terra e del grande cuore dei calabresi». Un gesto di apertura, ma anche un appello istituzionale affinché prevalgano il dialogo, la comprensione e il rispetto reciproco, senza rinunciare alla lotta alla mafia ma evitando errori che rischiano di alimentare divisioni e stigma.