mario occhiuto corte dei conti calabria

La Corte di Cassazione ha emesso la propria sentenza nel processo per bancarotta fraudolenta patrimoniale che vede coinvolto Mario Occhiuto, senatore di Forza Italia ed ex sindaco di Cosenza. Dei cinque capi d’accusa, quattro hanno ricevuto conferma definitiva delle condanne, mentre per il quinto reato, relativo alla bancarotta impropria per mancato pagamento di debiti tributari, la Suprema Corte ha disposto l’annullamento con rinvio a una nuova sezione della Corte d’Appello di Catanzaro. In primo e secondo grado, Occhiuto era stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione.

La vicenda della società Ofin e i tre milioni di euro distratti

Il procedimento riguarda la gestione della società finanziaria Ofin tra il 2006 e il 2011, fallita nel 2014. Secondo l’accusa, guidata dal pm Marialuigia D’Andrea, sarebbero stati distratti circa tre milioni di euro. Occhiuto ha sempre respinto le accuse, sostenendo che le difficoltà economiche derivassero dalla mancata riscossione di crediti per lavori all’estero e precisando di aver lasciato la compagine societaria nel 2011, prima della sua elezione a sindaco di Cosenza.

Effetti sulla carriera politica e difesa legale

Al momento, Occhiuto non decade dalla carica di senatore: secondo la legge Severino, la decadenza scatterebbe solo in caso di condanna definitiva superiore a due anni. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Valerio Vetere, mentre la difesa dell’ex sindaco è affidata a Nicola Carratelli, che aveva presentato ricorso contestando l’impianto accusatorio e le motivazioni dei giudici di secondo grado.