L'aula del consiglio regionale
L'aula del consiglio regionale

La politica, spesso, trova le proprie vie d’uscita proprio quando una situazione sembra essersi trasformata in un vicolo cieco. È anche questa la chiave con cui può essere letto il passo indietro della maggioranza regionale sulla vicenda dei sottosegretari. L’abrogazione della norma che avrebbe consentito di ampliare l’esecutivo calabrese arriva infatti mentre la Regione si trova ad affrontare una situazione completamente diversa e, per certi versi, più urgente: quella del caro carburante. I 7 milioni di euro inizialmente destinati alle operazioni referendarie sono stati così liberati e utilizzati, insieme ad altre risorse, per costruire il fondo complessivo da 15 milioni destinato alle imprese colpite dall’aumento del costo del carburante. Una scelta che consente alla maggioranza di presentare il cambio di rotta innanzitutto come un atto di responsabilità istituzionale. Ma sarebbe riduttivo fermarsi soltanto alla ragione finanziaria.

La rinuncia che evita una sfida dall’esito incerto

Dietro questa scelta c’è infatti anche una valutazione eminentemente politica. La vicenda dei sottosegretari era diventata progressivamente più pesante, fino ad arrivare alla prospettiva di un referendum confermativo fissato per il 29 novembre, dopo i ricorsi presentati dall’opposizione. Ed è proprio qui che la rinuncia assume un significato più ampio. Occhiuto ha scelto di non trascinare il centrodestra calabrese dentro una partita che avrebbe potuto trasformarsi in un confronto diretto con l’elettorato su una scelta già contestata da una parte consistente dell’opinione pubblica e dell’opposizione. Una sconfitta avrebbe avuto un peso che andava ben oltre la questione dei due sottosegretari, soprattutto per un presidente che negli ultimi mesi ha cercato di costruire un profilo politico sempre più nazionale e legato all’idea di un centrodestra moderno, capace di rinnovarsi e di parlare a un elettorato meno legato alle vecchie logiche della politica. Il caro gasolio, dunque, può aver rappresentato la soluzione concreta per sbrogliare una matassa che politicamente si stava facendo sempre più difficile da gestire. La maggioranza conserva la propria compattezza, evita di misurarsi alle urne su una questione diventata divisiva e, contemporaneamente, sposta il terreno del confronto su un problema reale e immediato per cittadini e imprese.

L’opposizione rivendica la vittoria, la maggioranza cambia campo

Non sorprende, quindi, che dai banchi dell’opposizione la lettura sia stata immediatamente diversa. Il centrosinistra ha parlato di retromarcia e di una battaglia politica vinta, mentre la maggioranza ha rivendicato il coraggio di tornare sui propri passi nell’interesse dei calabresi. Al di là delle rispettive narrazioni, resta un dato politico: Occhiuto ha scelto di non combattere una battaglia che rischiava di indebolire il suo stesso fronte. E lo ha fatto trasformando una rinuncia in una scelta di governo, destinando risorse a un’emergenza che oggi appare molto più difficile da eludere di qualsiasi discussione sull’assetto della Giunta. È probabilmente questa la vera lettura del passo indietro: non una semplice cancellazione dei sottosegretari, ma la decisione di cambiare campo alla partita prima che quella partita potesse diventare un problema per la maggioranza regionale.