Pasquale Tridico
Pasquale Tridico

La situazione dei tirocinanti di inclusione sociale, i cosiddetti TIS, continua a restare irrisolta e a generare forte preoccupazione in Calabria. Migliaia di persone vivono da mesi in una condizione di incertezza, senza una prospettiva strutturale di stabilizzazione e con il rischio concreto di restare escluse da qualsiasi forma di tutela. Una vera e propria emergenza sociale che, secondo Pasquale Tridico, non può più essere ignorata né rinviata.

Le promesse elettorali e la distanza dalla realtà

Tridico ricorda come, durante la campagna elettorale, il presidente della Regione Roberto Occhiuto avesse garantito un intervento concreto per circa quattromila tirocinanti. A distanza di tempo, però, il quadro che emerge appare molto diverso. Per circa duemila lavoratori, sostiene l’eurodeputato, la Regione avrebbe di fatto trasferito l’onere della copertura finanziaria ai Comuni, molti dei quali non dispongono delle risorse necessarie per assicurare le stabilizzazioni promesse. Il risultato è che una parte consistente dei tirocinanti resta esclusa, senza certezze e senza tutele.

Proroghe parziali e silenzi istituzionali

Nel corso dei mesi, Tridico afferma di aver sollecitato più volte un piano strutturale, sia attraverso incontri istituzionali sia con comunicazioni ufficiali. La richiesta è sempre stata quella di una soluzione duratura e dignitosa, capace di riconoscere il valore del lavoro svolto dai tirocinanti. In risposta, però, sarebbe arrivata soltanto una proroga temporanea per alcuni e il silenzio totale per altri, lasciando decine di persone senza sostegno, senza percorsi formativi e persino senza le ore necessarie per maturare il diritto al sussidio.

Una gestione giudicata approssimativa

Secondo l’eurodeputato, la condizione in cui versano oggi molti TIS è il frutto di una gestione approssimativa e priva di una visione complessiva. Una situazione che viene definita inaccettabile, soprattutto perché colpisce lavoratori che da anni garantiscono servizi essenziali negli enti locali e negli uffici pubblici, spesso supplendo a carenze strutturali di personale.

Accuse di strumentalizzazione politica

Uno degli aspetti più critici evidenziati da Tridico riguarda quella che definisce una vera e propria strumentalizzazione politica dei tirocinanti. Promesse fatte in campagna elettorale, aspettative alimentate e poi disattese, famiglie intere lasciate senza certezze. A questo si aggiungerebbe la creazione di divisioni artificiali tra lavoratori, con una segmentazione dei profili che, secondo l’accusa, servirebbe più a esercitare controllo che a risolvere realmente il problema.

La dignità del lavoro come ferita aperta

La vicenda dei Tis, per Tridico, rappresenta l’ennesima conferma di una ferita ancora aperta in Calabria: quella della dignità del lavoro. Una ferita che continua a sanguinare ogni volta che si rinviano soluzioni strutturali e si preferiscono interventi temporanei. L’eurodeputato ribadisce l’intenzione di continuare a denunciare la situazione e a battersi in tutte le sedi istituzionali affinché ai tirocinanti vengano finalmente riconosciuti stabilità, diritti e rispetto.