Carolei, chiuse le indagini sull'ex sindaco Francesco Iannucci
Notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari
Si chiudono le indagini preliminari nell’inchiesta che coinvolge Francesco Iannucci, ex sindaco di Carolei, e altri indagati. La Procura della Repubblica di Cosenza ha notificato l’avviso - previsto dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale - aprendo così la fase che precede le eventuali determinazioni successive dell’accusa.
Per Iannucci restano contestate diverse ipotesi di reato legate alla gestione della rete idrica comunale e ad alcuni affidamenti. Le accuse dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento.
La difesa dell’ex sindaco è affidata all’avvocato Francesco Calabrò, che potrà ora valutare gli atti depositati dalla Procura e le iniziative da assumere nella fase successiva alla chiusura delle indagini.
La conclusione delle indagini arriva dopo il precedente passaggio davanti al gip del Tribunale di Cosenza, che aveva rigettato la richiesta di misura cautelare nei confronti di Iannucci, rimasto quindi a piede libero.
La difesa sulla sorgente: «L’obiettivo era risolvere l’emergenza idrica»
Uno dei punti centrali dell’interrogatorio disposto davanti al gip del Tribunale di Cosenza ha riguardato la questione dell’acqua. La linea difensiva parte dalla situazione di emergenza idrica che interessava il territorio e che l’amministrazione comunale aveva cercato di affrontare attraverso l’immissione di una nuova sorgente nella rete, nell’ambito di un intervento sostenuto da un finanziamento regionale.
La difesa sostiene che l’amministrazione avrebbe fatto eseguire analisi sull’acqua con risultati favorevoli. Tra i documenti prodotti figurerebbero anche esami risalenti al 2022 relativi alla sorgente Rupi, risultati positivi secondo quanto riferito dal legale.
L’eventuale alterazione riscontrata successivamente, secondo la tesi difensiva, potrebbe essere riconducibile anche a fattori esterni e non necessariamente alla sorgente stessa.
L’ordinanza revocata prima delle dimissioni
Un altro elemento evidenziato dalla difesa riguarda la decisione assunta da Iannucci prima delle dimissioni dalla carica di sindaco. L’allora primo cittadino avrebbe infatti revocato l’ordinanza relativa alla sorgente proprio per evitare ulteriori problematiche, interrompendone quindi l’utilizzo prima di lasciare definitivamente la guida dell’amministrazione.
Su questo punto la difesa ha contestato anche la proporzionalità della richiesta cautelare avanzata nei confronti dell’ex sindaco.
«Parliamo di un fascicolo che va avanti da due anni. Ho stigmatizzato il fatto che, se il problema era rappresentato dalla sorgente, non sia stato disposto il sequestro della stessa anziché arrivare a una richiesta di arresto», ha dichiarato l’avvocato Francesco Calabrò.
Appalti, contestata l’ipotesi di turbativa d’asta
Un altro passaggio dell’interrogatorio ha riguardato gli affidamenti oggetto delle contestazioni.
Secondo la difesa, l’ipotesi di turbativa d’asta non sarebbe configurabile, perché le procedure contestate sarebbero state affidamenti diretti e non gare d’appalto. Iannucci avrebbe fornito al giudice le proprie spiegazioni sulle ragioni alla base delle scelte amministrative effettuate.
Tra gli elementi richiamati dalla difesa vi sarebbero inoltre intercettazioni dalle quali, secondo l’interpretazione del legale, emergerebbe l’interesse dell’amministrazione alla realizzazione di lavori ritenuti utili alla comunità.
Dimissioni irrevocabili e rischio di reiterazione
La difesa ha contestato anche la permanenza delle esigenze cautelari, sottolineando che Iannucci non è più sindaco e che le sue dimissioni sono irrevocabili.
Secondo il legale, il venir meno della funzione amministrativa inciderebbe anche sulla possibilità di ipotizzare un rischio di reiterazione delle condotte contestate. Anche questo elemento è stato sottoposto alla valutazione del gip chiamato a pronunciarsi sulla richiesta cautelare.
«Non era mai stato sentito prima»
Altro aspetto evidenziato dalla difesa è che Iannucci, prima dell’interrogatorio preventivo, non sarebbe mai stato sentito dagli inquirenti sui fatti contestati.
Quella di oggi ha rappresentato quindi, secondo il legale, la prima occasione nella quale l’ex sindaco ha potuto rispondere direttamente alle contestazioni e mettere a disposizione del giudice documentazione a sostegno della propria ricostruzione.
Adesso le dichiarazioni rese e gli atti prodotti dalla difesa sono al vaglio del gip, al quale spetterà decidere sulla richiesta cautelare. Restano ferme la presunzione di innocenza degli indagati e la natura non definitiva delle contestazioni.