Il bunker della droga a Platì: scoperta una serra high-tech nel sottosuolo
Un tunnel scavato nel cemento portava a un laboratorio clandestino: quattro arresti nell'operazione dei Carabinieri e dei "Cacciatori" di Calabria
Tutto è iniziato da un dettaglio che non quadrava. Durante un pattugliamento nelle aree rurali di Platì, i Carabinieri hanno notato un casolare agricolo in costruzione, apparentemente isolato e, stranamente, privo di qualsiasi via d’accesso visibile.
Questo paradosso architettonico ha spinto i militari della locale Stazione e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” ad avviare un’osservazione mirata. Il sospetto che dietro quelle mura cieche si nascondesse qualcosa di illecito si è rivelato fondato non appena è scattata l'ispezione.
Oltre il finto soppalco: il passaggio segreto
Una volta all'interno della struttura, i Carabinieri hanno individuato un finto soppalco che fungeva da copertura per un ingresso mobile. Una volta rimosso l'ostacolo, si è palesata l'imboccatura di un cunicolo stretto e angusto, percorribile esclusivamente in ginocchio.
Il passaggio, rinforzato con cemento e lamiere, si snodava nel sottosuolo per diversi metri, conducendo a un vero e proprio bunker sotterraneo realizzato con sofisticate tecniche di abusivismo edilizio. Un nascondiglio progettato per essere invisibile dall'alto e impenetrabile dall'esterno.
La serra "indoor" e il laboratorio della marijuana
Al termine del tunnel, i militari si sono trovati di fronte a una scena sorprendente: una vasta sala trasformata in una serra indoor tecnologicamente avanzata. All'interno sono state rinvenute: Piante di marijuana: esemplari di altezza compresa tra i 110 e i 160 cm, ormai pronti per il raccolto; Sostanza pronta al consumo: diversi chilogrammi di stupefacente già essiccato e destinato al mercato illecito; Impianto di climatizzazione: un sistema di trasformatori e ventilatori capace di ricreare artificialmente l'habitat ideale per la crescita delle piante.
L'intera struttura, per sostenere l'elevato consumo energetico dei macchinari, era collegata tramite un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica.
Quattro arresti nella Locride
L'operazione, coordinata dalla Sezione Operativa della Compagnia di Locri, si è conclusa con l'arresto di quattro persone. Il sequestro della piantagione e lo smantellamento del bunker rappresentano un duro colpo alla filiera della produzione di stupefacenti nella zona. "L’intervento conferma l’azione incessante dell’Arma nel contrasto al traffico di droga, ribadendo l'importanza del controllo capillare del territorio come presidio fondamentale di legalità".
L'attività investigativa prosegue per accertare eventuali ulteriori ramificazioni e complicità legate alla gestione dell'ingegnoso laboratorio sotterraneo.