La dichiarazione dello stato di emergenza rappresenta un passaggio fondamentale per affrontare in maniera rapida ed efficace i danni causati dal maltempo che ha colpito la Calabria e altre due Regioni. Lo ha ribadito il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo in Consiglio regionale per riferire sugli esiti degli incontri svolti a Roma con il governo.

“È un atto necessario – ha spiegato Occhiuto – per poter intervenire con tutte le deroghe previste dal codice della Protezione civile”. Il presidente ha ricordato che è previsto uno stanziamento complessivo di 100 milioni di euro, che verrà ripartito tra le tre Regioni maggiormente colpite, da destinare alle somme urgenze. Parallelamente, si procederà a una ricognizione dettagliata dei danni, propedeutica all’adozione di un decreto legge che consenta di reperire ulteriori risorse.

Al momento, ha ammesso Occhiuto, non è ancora possibile fornire una quantificazione precisa dei danni, attività di cui si sta occupando la Protezione civile. Tuttavia, il governatore ha sottolineato di aver chiesto con forza “che si pervenga subito al ristoro dei danni ai privati” e l’avvio di “un piano straordinario di mitigazione del rischio delle coste”, dal momento che in diverse aree la linea d’onda si è pericolosamente avvicinata alla costa.

Dal governo, ha aggiunto, è arrivato l’impegno a rendere disponibili tutte le risorse necessarie. “Come presidenti delle tre Regioni coinvolte – ha detto – abbiamo parlato all’unisono, rappresentando le stesse esigenze e la necessità di intervenire celermente”.

Nel suo intervento, Occhiuto ha espresso anche parole di riconoscenza per il lavoro svolto dal sistema di Protezione civile regionale: “Se non avesse lavorato bene e non avesse fatto filiera con alcuni sindaci, probabilmente oggi avremmo parlato di vittime”.

Infine, il presidente della Regione ha annunciato la necessità di chiedere all’Unione europea una deroga sulle concessioni demaniali per i lidi gravemente danneggiati dal maltempo e che dovranno essere oggetto di gare, al fine di tutelare un comparto già messo a dura prova dagli eventi estremi degli ultimi giorni.