Sequestro di novellame di sarda nel Crotonese, Guardia di Finanza blocca pesca illegale
Operazione notturna lungo il litorale di Cirò Marina. Recuperati circa 60 chilogrammi di “bianchetto”, sanzioni per oltre 9 mila euro e attrezzature sequestrate
Prosegue l’attività di vigilanza a tutela dell’ecosistema marino da parte della Guardia di Finanza. Nella notte tra il 3 e il 4 marzo i militari della Sezione Operativa Navale di Crotone, nell’ambito di un piano di coordinamento disposto dal Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, hanno portato a termine un’operazione di contrasto alla pesca illegale lungo il litorale di Cirò Marina.
Durante un servizio di pattugliamento notturno e monitoraggio della fascia costiera, l’unità navale delle Fiamme Gialle ha intercettato tre natanti intenti in attività di pesca non autorizzata a distanza ravvicinata dalla riva. L’attività veniva svolta anche mediante l’utilizzo di apparecchiature luminose, impiegate per attirare i pesci in prossimità delle imbarcazioni.
Sequestrati 60 chili di “bianchetto” e attrezzature da pesca di frodo
Il controllo immediato dei militari ha consentito di rinvenire e sequestrare circa 60 chilogrammi di novellame di sarda, comunemente noto come bianchetto. La pesca di questa specie è severamente vietata dalle normative nazionali ed europee, poiché il prelievo di esemplari allo stadio giovanile provoca gravi danni alla biodiversità marina e compromette il naturale ripopolamento dei mari.
Nel corso dell’operazione sono state inoltre sequestrate tre reti da posta non conformi, utilizzate per la pesca di frodo, oltre a un motore fuoribordo privo della copertura assicurativa, le apparecchiature luminose impiegate per la cattura e diversi contenitori utilizzati per il trasporto del pescato. L’intero quantitativo di pesce recuperato è stato successivamente reimmesso in mare.
Sanzioni per oltre 9 mila euro e lotta al mercato nero del bianchetto
I responsabili dell’attività illecita sono stati identificati e sanzionati amministrativamente per un importo complessivo di circa 9.200 euro.
L’intervento rientra in una più ampia strategia di polizia del mare, finalizzata a proteggere l’ambiente marino e a tutelare gli operatori della pesca che rispettano le normative vigenti. La commercializzazione del bianchetto, infatti, alimenta un mercato nero che danneggia l’economia legale e altera gli equilibri dell’intera filiera ittica, con ricadute negative sia sull’ecosistema sia sulle imprese del settore.