In Calabria chiudono 474 bar in sei anni: più colpiti i piccoli e medi centri
Tra il 2019 e il 2025 le attività sono diminuite del 9,7%. Confesercenti: «Nei paesi si perde anche un presidio sociale»

Tra il 2019 e il 2025 la Calabria ha perso 474 bar, con una contrazione del 9,7%. Le attività sono infatti passate da 4.906 a 4.432. Il calo resta inferiore rispetto alla media nazionale, dove nello stesso periodo la riduzione è stata del 14,2%, ma il dato regionale evidenzia comunque una progressiva erosione della rete dei pubblici esercizi. A preoccupare maggiormente è soprattutto la distribuzione territoriale delle chiusure: 408 delle 474 attività scomparse si trovavano fuori dai cinque capoluoghi di provincia. Nei capoluoghi il numero dei bar è sceso da 949 a 883, mentre nel resto della regione si è passati da 3.957 a 3.549 esercizi.
Cosenza registra il calo più pesante, Reggio Calabria tiene meglio
Le differenze tra le province sono significative. Cosenza registra la flessione più consistente, con 277 bar in meno e un calo del 13,3%, passando da 2.086 a 1.809 attività. Seguono Crotone, con una riduzione del 10,8%, Vibo Valentia con il 10,7% e Catanzaro con il 9,2%. Decisamente più contenuta la contrazione in provincia di Reggio Calabria, dove i bar sono passati da 1.107 a 1.081, con una perdita di 26 attività pari al 2,3%. Per Confesercenti Calabria, i numeri dimostrano come il fenomeno non sia uniforme e richieda interventi calibrati sulle caratteristiche dei diversi territori.
Confesercenti: «Nei piccoli centri si perde anche un presidio sociale»
Secondo il presidente di Confesercenti Calabria, Claudio Aloisio, il dato più delicato riguarda proprio i comuni piccoli e medi, dove la chiusura di un bar produce effetti che vanno oltre l’aspetto economico. In molti centri, infatti, questi esercizi rappresentano luoghi di incontro, servizi di prossimità e punti di riferimento per la comunità. Il fenomeno calabrese si inserisce in una tendenza nazionale che, tra il 2019 e il 2025, ha portato alla scomparsa di oltre 24 mila bar, con una perdita di ricchezza per i territori stimata da Confesercenti in oltre 7,2 miliardi di euro. L’associazione richiama quindi la necessità di contrastare la desertificazione commerciale e rafforzare una rete di attività che continua ad avere un ruolo economico e sociale fondamentale.