Dieci anni dal rapimento di Giulio Regeni, Rende non dimentica
Il 24 gennaio una cerimonia pubblica per ricordare il giovane ricercatore e rinnovare l’impegno per verità e giustizia
La scomparsa di Giulio Regeni e il suo ritrovamento, in circostanze drammatiche e mai chiarite, continuano a rappresentare uno dei capitoli più oscuri e dolorosi della storia recente italiana. Rapito al Il Cairo e ritrovato senza vita nei pressi di una struttura riconducibile ai servizi di sicurezza egiziani, Regeni aveva solo 28 anni. A dieci anni da quel rapimento, il suo nome resta legato a una lunga scia di interrogativi ancora irrisolti e a una battaglia civile che chiede giustizia e verità.
L’iniziativa del Comune di Rende per ricordare Giulio
In occasione di questo tragico anniversario, l’Comune di Rende ha deciso di rendere omaggio alla memoria del giovane ricercatore con una cerimonia pubblica dal forte valore simbolico. L’iniziativa, intitolata “Una panchina per Giulio”, si svolgerà la mattina del 24 gennaio, a partire dalle ore 11, in via Rossini, all’altezza del civico 113. Un gesto semplice ma significativo, pensato per mantenere viva l’attenzione su una vicenda che riguarda non solo una famiglia, ma l’intera coscienza civile del Paese.
Memoria, impegno e partecipazione civile
L’evento è promosso dall’Assessorato al Welfare del Comune di Rende insieme al gruppo Punto Giallo di Arcavacata, da anni impegnato nella campagna #veritàpergiulio. Alla cerimonia interverranno l’assessore al Welfare Daniela Ielasi, il consigliere comunale Clelio Gelsomino e la docente dell’Università della Calabria Donatella Loprieno. Un momento di riflessione collettiva per ribadire che il ricordo di Giulio Regeni continua a essere un richiamo alla responsabilità, alla memoria e alla richiesta di giustizia.