Tridico attacca la riforma sui sottosegretari e chiede il referendum in Calabria
Dure critiche su costi e procedure mentre l’opposizione avvia la battaglia per il coinvolgimento dei cittadini
Dura accusa contro la riforma regionale tra critiche sui costi e sulla procedura mentre l’opposizione avvia la battaglia per il voto popolare
Tridico denuncia una regione in difficoltà e attacca le priorità della Giunta
Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo ed ex candidato alla presidenza della Regione Calabria, interviene con parole dure sulla situazione regionale. Secondo Tridico, la Calabria sarebbe oggi ultima in Italia per sanità, infrastrutture, lavoro e servizi, con giovani costretti a emigrare, ospedali in difficoltà e un sistema complessivo in arretramento. In questo contesto, critica la scelta del presidente Occhiuto di istituire due sottosegretari, ritenuta una priorità distante dalle reali esigenze dei cittadini.
Le contestazioni sulla riforma e sul rispetto delle procedure costituzionali
Tridico evidenzia come la riforma si basi sulla legge regionale del 3 marzo 2026 che ha ampliato la Giunta e introdotto le nuove figure. Tuttavia, sottolinea che le modifiche statutarie dovrebbero seguire un iter preciso previsto dall’articolo 123 della Costituzione, con pubblicazione e possibilità di referendum prima della promulgazione. Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, questo percorso sarebbe stato aggirato attraverso una modifica della legge sul referendum, che ha escluso alcune revisioni dalla consultazione popolare, consentendo così di inserire la riforma tra quelle non soggette al voto dei cittadini.
Costi, critiche politiche e richiesta di referendum popolare
Nel suo intervento, Tridico richiama anche il tema dei costi, stimati in circa 400mila euro l’anno per le nuove figure, ridotti rispetto a una previsione iniziale più elevata. Una spesa giudicata ingiustificata in una regione che, a suo avviso, affronta tagli su sanità, scuola e sviluppo, mentre destina risorse a nuove cariche istituzionali. Per questo, a nome dell’intergruppo di opposizione, annuncia il deposito della richiesta per avviare un referendum, ribadendo la necessità di garantire la partecipazione democratica dei cittadini su scelte ritenute rilevanti e dichiarando l’intenzione di portare avanti la battaglia in tutte le sedi istituzionali.