Ecco chi è Francesco De Cicco
Da consigliere comunale dei quartieri popolari all'ingresso a Palazzo Campanella
Francesco De Cicco nasce a Cosenza negli anni Settanta e cresce nel quartiere popolare di via Popilia, una delle aree più vive, complicate e simboliche della città.
È proprio in questi contesti urbani che De Cicco costruisce il suo primo capitale sociale: un radicamento forte tra famiglie, commercianti, giovani, associazioni di zona.
Non proviene dalle scuole tradizionali della politica né da ambienti accademici o professionali. Il suo percorso è quello del “militante di strada”, del leader di base che conquista autorevolezza attraverso: presenza quotidiana sul territorio, contatto diretto con i problemi reali, relazioni personali forti, attenzione costante verso marginalità, famiglie fragili, situazioni di disagio.
Quello che molti osservatori definiscono “carisma spontaneo” diventa presto uno dei suoi tratti distintivi.
Dalle prime esperienze civiche alla scena istituzionale
Negli anni Duemila De Cicco partecipa a iniziative civiche locali, movimenti spontanei, gruppi di quartiere.
Il suo linguaggio diretto, popolare e immediato lo rende un personaggio facilmente riconoscibile nella mappa cittadina.
Entra in politica attiva candidandosi alle elezioni comunali di Cosenza: da quel momento comincia una scalata costante che lo porta a ottenere un crescente consenso elettorale.
Con il tempo diventa: consigliere comunale, punto di riferimento di movimenti civici, figure chiave della dialettica politica cittadina, “voce” delle periferie.
In Consiglio comunale costruisce un ruolo molto particolare: non il tecnico, non il politologo, non il burocrate, ma il rappresentante diretto della strada. Un’identità che gli consente di distinguersi da molti altri esponenti politici locali.
Il rapporto con la città e l’ascesa nel consenso popolare
Negli anni si afferma come uno dei politici più riconosciuti della città, con un seguito che in alcune zone supera quello di figure istituzionali consolidate.
Molti elementi caratterizzano il suo successo: uno stile comunicativo diretto, semplice, spesso informale; una presenza costante sui social; un contatto serrato con cittadini, attività commerciali, associazioni; interventi pubblici frequenti su temi urbani come viabilità, decoro, problemi condominiali, emergenze abitative.
De Cicco diventa così uno dei volti più visibili del dibattito cittadino, spesso al centro di polemiche e contrasti ma altrettanto spesso al centro di consensi popolari.
L’esperienza nella giunta Caruso (2021–2024)
Nel 2021, con la vittoria di Franz Caruso alle comunali, Francesco De Cicco ottiene un ruolo di governo: viene nominato assessore con deleghe strategiche, tra cui il settore sport, quartieri, politiche giovanili e alcuni ambiti del sociale.
È la fase in cui De Cicco entra pienamente nell’istituzione, passando dalla piazza al Palazzo.
Il suo stile resta lo stesso: diretto, spesso colorito, sempre molto presente sui social, con una comunicazione spontanea che lo differenzia dal linguaggio politico tradizionale.
Durante questa fase porta avanti: interventi nei quartieri, progetti sul decoro urbano, iniziative sportive, attività dedicate ai giovani, presenza costante nei centri più fragili della città.
La sua visibilità, già molto alta, cresce ulteriormente.
L’uscita dalla giunta e il ritorno al ruolo di consigliere
Nel corso del 2024 l’assetto politico della maggioranza si modifica e De Cicco lascia la giunta, mantenendo però il ruolo di consigliere comunale.
In questa fase torna a essere uno dei principali oppositori “interni” della stessa amministrazione Caruso, pur senza schierarsi organicamente con le opposizioni tradizionali.
Questo lo porta ad assumere una posizione politica peculiare: né dentro la maggioranza, né fuori, ma in un’area di autonomia personale che gli permette di mantenere un rapporto diretto con i cittadini.
Una condizione che, secondo diversi osservatori, rafforza ulteriormente la sua immagine di politico atipico.
Come accade per tutte le figure molto esposte e molto popolari, anche Francesco De Cicco suscita critiche e valutazioni contrastanti.
Ecco le più ricorrenti — sempre riportate come opinioni di terzi, non come fatti.
Uno stile molto diretto che divide
Analisti e osservatori sostengono che De Cicco abbia uno stile comunicativo estremamente spontaneo, a volte percepito come “troppo colorito” o “poco istituzionale”.
Secondo alcuni commentatori politici, questa modalità gli garantirebbe grande presa sulla popolazione ma rischierebbe di creare tensioni nei contesti più formali dell’amministrazione. Sono valutazioni politiche, non giudizi morali.
Una presenza social molto forte, talvolta più incisiva dell’azione amministrativa
Una parte del mondo politico ritiene che De Cicco abbia fatto del social il suo vero campo d’azione, talvolta arrivando — secondo alcuni osservatori — a sovrapporre comunicazione e gestione amministrativa.
Si tratta di critiche relative allo stile di leadership, non alla correttezza dell’operato.
La capacità di mobilitare consenso: per alcuni un talento, per altri una strategia “popolare”
Secondo una lettura molto diffusa tra gli ambienti più istituzionali, De Cicco avrebbe una capacità rara di mobilitare consensi nelle aree popolari della città. Per alcuni è il segno di un forte radicamento.
Per altri — sempre sul piano delle interpretazioni politiche — sarebbe una forma di rappresentanza “molto personalizzata”.
È la classica critica rivolta ai leader con caratteristiche carismatiche: nulla di penalmente rilevante.
Un rapporto spesso conflittuale con le forme tradizionali della politica
Secondo alcuni politologi locali, De Cicco incarnerebbe un modello di politica “di rottura”, difficilmente compatibile con i meccanismi tradizionali delle giunte e dei partiti strutturati. Una lettura politica, non un giudizio di merito.
Il 2025: De Cicco tra opposizione, popolarità e nuova visibilità
Nel 2025 Francesco De Cicco continua a essere uno dei politici più presenti nel dibattito cittadino: interviene su temi come sicurezza urbana, decoro, quartieri difficili; mantiene un rapporto diretto con i cittadini attraverso video e dirette; si propone come voce alternativa rispetto ai grandi blocchi politici, sia di maggioranza che di opposizione.
La sua figura resta centrale nel dibattito cosentino, con una capacità di impatto sociale raramente riscontrata in altri consiglieri comunali.
Un protagonista della scena politica cosentina che resta al centro del dibattito
Che lo si apprezzi o lo si critichi, Francesco De Cicco è un personaggio che non lascia indifferenti. La sua storia — dal quartiere alla giunta comunale, dai movimenti civici alla politica istituzionale — racconta un modello di rappresentanza particolare, basato sulla vicinanza diretta, sulla comunicazione immediata e su uno stile fuori dagli schemi. È una figura che divide, e proprio per questo è una figura che conta.
Nel 2025 continua a essere uno dei protagonisti più seguiti, discussi e analizzati della politica cosentina.
E, come accade per tutti i protagonisti, sarà necessario seguirlo passo dopo passo, con rigore giornalistico e attenzione critica.