Sanità ed economia, il PD Calabria attacca: «Dati Istat impietosi, il governo Meloni ci penalizza»
Una forbice causata, si legge nel comunicato, "dalla crisi del Servizio sanitario regionale, dalla povertà diffusa, dalla carenza di servizi e dalle difficoltà oggettive che colpiscono le aree interne"
"La Calabria continua a subire diseguaglianze enormi sul piano sanitario, economico e sociale. Noi lo denunciamo da anni, senza timori e smentite". Si apre così la durissima nota diffusa dal Partito Democratico della Calabria, che accende i riflettori sugli ultimi dati Istat relativi al Benessere Equo e Sostenibile (Bes), fotografando una realtà di profondo divario rispetto al resto del Paese.
Secondo l'analisi dei dem, i numeri emersi dal report non lasciano spazio a dubbi: su 60 indicatori territoriali presi in esame dall'istituto di statistica, la Calabria risulta sotto la media nazionale in ben 44 casi. Una forbice causata, si legge nel comunicato, "dalla crisi del Servizio sanitario regionale, dalla povertà diffusa, dalla carenza di servizi e dalle difficoltà oggettive che colpiscono le aree interne".
L'accusa al governo e il nodo delle cronicità
Il PD locale punta il dito direttamente contro l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, accusato di sottovalutare la specifica condizione epidemiologica del territorio. Il partito sottolinea infatti come la regione presenti un rapporto di pazienti con malattie croniche e comorbilità nettamente superiore rispetto alla media italiana, una condizione che richiederebbe un approccio mirato e maggiori tutele.
La proposta del senatore Irto: rivedere il Fondo sanitario
Sulla questione è intervenuto direttamente il segretario del PD Calabria, il senatore Nicola Irto, rilanciando una battaglia storica per il Mezzogiorno: la modifica dei parametri di distribuzione delle risorse pubbliche per la sanità.
"Da tempo chiediamo di rivedere i criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale", ricorda Irto. "Lo Stato deve assicurare più risorse alle regioni come la Calabria, che hanno un elevato numero di malati cronici rispetto alla media nazionale, un disagio sociale superiore agli altri territori e maggiori difficoltà di accesso alle cure".
Il senatore critica l'attuale sistema di calcolo, spiegando che "il finanziamento continua a basarsi soprattutto sulla popolazione pesata per età, con effetti gravemente penalizzanti per il Mezzogiorno e soprattutto per la Calabria".
Il rischio emigrazione sanitaria
L'istanza sollevata dai dem calabresi punta a un vero e proprio "riequilibrio delle risorse, anche per il passato", che introduca nei coefficienti di riparto indicatori diversi, legati alla reale diffusione delle patologie sul territorio, alla povertà sanitaria e alle distanze geografiche dai centri di cura.
La conclusione della nota suona come un ultimo avvertimento sulle conseguenze a lungo termine dell'attuale gestione: "Diversamente, le diseguaglianze continueranno ad aumentare e migliaia di calabresi saranno costretti, come già accade, a curarsi fuori regione".