Quasi il 40% dei cittadini scopre solo allo sportello del Comune di poter esprimere la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Noto Sondaggi per il Centro nazionale trapianti, che mette in luce un elemento critico nel processo decisionale. La scelta, infatti, avviene spesso senza una preparazione preventiva, trasformandosi in una decisione presa in pochi istanti e senza piena consapevolezza.

Decisioni immediate più esposte al rifiuto

Secondo i dati raccolti, circa un cittadino su due decide direttamente allo sportello se esprimere o meno il consenso. Le scelte effettuate all’ultimo momento risultano anche le più fragili: il 58% di chi ha rifiutato la donazione lo ha fatto proprio in quella circostanza, così come quasi l’80% di chi ha preferito non esprimersi. Un dato che evidenzia quanto la mancanza di informazione preventiva incida sulla propensione al consenso.

I numeri delle dichiarazioni in Italia

Le dichiarazioni di volontà complessive in Italia hanno superato i 26 milioni. Di queste, la maggior parte è stata registrata presso i Comuni, dove circa il 65,7% dei cittadini ha espresso consenso alla donazione, mentre il 34,3% si è opposto. Considerando anche le dichiarazioni raccolte tramite Asl e associazioni, il consenso sale al 67,9%. Nel primo trimestre del 2026, su oltre 2,6 milioni di carte d’identità elettroniche emesse, sono state registrate più di 1,6 milioni di dichiarazioni, con il 61,1% di consensi.

La necessità di maggiore informazione e consapevolezza

Secondo il direttore del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin, molti cittadini non sono consapevoli né della possibilità di esprimere la propria volontà al momento del rinnovo né del fatto che questa scelta può essere modificata in qualsiasi momento. Da qui l’esigenza di rafforzare le campagne informative, affinché la decisione sulla donazione diventi sempre più consapevole e condivisa, superando l’effetto sorpresa che oggi condiziona in modo significativo le scelte dei cittadini.