Protezione Civile Calabria, Domenico Costarella lascia la direzione. Carlo Tansi: «Perdiamo una professionalità straordinaria»
«È una notizia che mi rattrista profondamente», scrive Tansi

La notizia dell'uscita di Domenico Costarella dalla guida della Protezione Civile della Calabria suscita amarezza e preoccupazione in Carlo Tansi, già direttore della struttura regionale, che affida a un lungo messaggio parole di stima e riconoscenza nei confronti di quello che considera uno dei protagonisti della trasformazione della Protezione Civile calabrese. «È una notizia che mi rattrista profondamente», scrive Tansi, sottolineando come la struttura perda «un pilastro fondamentale, un uomo di straordinaria serietà, professionalità e dedizione». Qualità che, secondo l'ex responsabile, fanno la differenza in un settore delicato come quello della gestione delle emergenze, dove sono in gioco la sicurezza e la vita delle persone. Il rapporto professionale tra Tansi e Costarella nasce il 18 novembre 2015, quando il primo si insedia alla guida della Protezione Civile calabrese e sceglie di volerlo al proprio fianco come capostruttura, trasferendolo dall'ARCEA. Una scelta che Tansi definisce tra le più importanti della sua esperienza amministrativa. Insieme a Costarella, al compianto Paolo Cappadona e ad altri collaboratori, prende forma una sfida particolarmente complessa: superare un sistema che, secondo il racconto di Tansi, per quasi trent'anni avrebbe condizionato il funzionamento della Protezione Civile regionale.
Tre anni di lavoro senza sosta per cambiare la Protezione Civile
Dal 18 novembre 2015 al 18 novembre 2018 sono anni di lavoro intenso, caratterizzati da sacrifici e ritmi serratissimi. «Lavoravamo praticamente 24 ore al giorno, senza conoscere sabati, domeniche, Natale, Capodanno, Pasqua o Ferragosto», ricorda Tansi. L'obiettivo era uno solo: restituire ai cittadini una Protezione Civile efficiente, credibile e all'altezza delle esigenze di un territorio particolarmente esposto ai rischi naturali. Un percorso che, nella ricostruzione dell'ex direttore, avrebbe portato a una trasformazione radicale: da struttura considerata tra le più deboli del panorama nazionale a realtà di riferimento, collocata tra le prime due o tre Protezioni Civili italiane e presa a modello anche da altre regioni. Un risultato che Tansi attribuisce al lavoro di squadra e, in particolare, al contributo di figure come Costarella e Cappadona.
«Lui pacato e riservato, ma un lavoratore instancabile»
Nel suo messaggio, Tansi descrive anche le differenze caratteriali che lo hanno sempre distinto da Costarella. «Io forse più istrionico, più presente pubblicamente, più impetuoso. Lui pacato, riservato, lontano dai riflettori». Una diversità che, tuttavia, non ha mai rappresentato un ostacolo, ma piuttosto un elemento di complementarità. Dietro la riservatezza di Costarella, sottolinea Tansi, si è sempre nascosta una persona affidabile, disponibile e instancabile, pronta a lavorare a qualsiasi ora del giorno e della notte. Anche dopo l'uscita di Tansi dalla Protezione Civile, Costarella avrebbe continuato a portare avanti il percorso intrapreso, mantenendo lo stesso impegno e la stessa concretezza. Tansi riconosce inoltre il lavoro svolto negli anni successivi, evidenziando la capacità dimostrata dalla struttura regionale nella previsione e nella gestione delle emergenze, anche in occasione dei più recenti fenomeni ciclonici.
L'augurio al successore e il ringraziamento personale
Tansi racconta di aver sentito telefonicamente Costarella, al quale ha manifestato direttamente affetto, stima e dispiacere per la notizia. Pur esprimendo il proprio rammarico per l'uscita di scena di una professionalità che ritiene fondamentale, l'ex direttore rivolge un augurio al successore, auspicando che possa proseguire e rafforzare il lavoro svolto, preservando gli elevati livelli di credibilità e affidabilità raggiunti dalla Protezione Civile calabrese. Il messaggio si conclude con parole particolarmente sentite, che vanno oltre il rapporto istituzionale e professionale. «Grazie per essermi stato accanto in quegli anni difficili e straordinari. Grazie per non esserti mai tirato indietro, neppure nei momenti più complicati. Grazie per la tua lealtà, la tua competenza e il tuo instancabile impegno al servizio dei calabresi». E infine il saluto più personale: «Sono orgoglioso di aver lavorato con te e di averti avuto al mio fianco in quella straordinaria avventura. Grazie Domenico. Ti voglio bene». Un messaggio di riconoscenza che riporta alla memoria una stagione importante della Protezione Civile calabrese e che, attraverso le parole di Carlo Tansi, sottolinea il valore delle competenze, della continuità amministrativa e delle persone che lavorano quotidianamente al servizio della collettività.