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Tifosi del Cosenza regalano la maglietta ad Emanuele, il ragazzo picchiato da un coetaneo

“La violenza non è solo fisica, ma sta anche nel silenzio e nell’omertà.” Sono queste le parole di alcuni tifosi del Cosenza in merito al violento episodio che vedeva protagonista Emanuele, il ragazzo di quattordici anni pestato a sangue all’uscita di scuola da alcuni suoi coetanei. Il post, pubblicato su Facebook dall’associazione Cosenza nel cuore, riporta una foto dei tre tifosi e del ragazzo che innalzano la maglietta della squadra calcistica del Cosenza. E’ impresso sul suo volto un grande sorriso di speranza e rinascita, che lascia trapelare come Emanuele abbia accolto il gesto di solidarietà da parte della comunità cosentina. L’associazione dedica a Emanuele parole di gran conforto, denunciando l’educazione scolastica: “A cosa serve dare 8 e 9, se poi non si è in grado di trasmettere e far capire questi principi educativi fondamentali?” viene riportato nel post, facendo luce su come mancano, nell’istruzione moderna, il senso civico e sociale. Continuano asserendo come la società odierna sia impregnata di egoismo e come sia presente un forte impoverimento culturale ed emotivo. Parole forti che lasciano intendere come questo episodio di violenza abbia sensibilizzato il pensiero di tutti e di come non sia ammissibile voltarsi dall’altra parte quando si è di fronte ad una scena così bestiale nei confronti di un minore. Il volto di Emanuele è ormai guarito dalle tumefazioni che riportava, ma il dolore interno, che incide ferite permanenti, quelle non andranno via facilmente. Con questo atto solidale, i tifosi cosentini e tutta la l’associazione hanno voluto dimostrare come, fortunatamente, esiste anche l’umanità e la compassione che, unita, potrà marginare e sconfiggere la brutalità della violenza.

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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