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25 anni dalla scomparsa di Lady Diana, la “principessa del popolo”

“Mio Dio, cosa è successo?”: furono queste le ultime parole che precedettero una delle morti più discusse della storia, quella di Lady Diana. In prossimità del 25esimo anniversario dalla sua scomparsa, è doveroso ricordare quel tragico incidente che spense per sempre una delle maggiori icone dell’era moderna, simbolo di femminilità, di forza e di bontà d’animo. Era il 31 agosto del 1997 quando Diana Spencer si trovava a bordo della Mercedes che la stava trasportando dall’Hôtel Ritz di Parigi, in Place Vendôme, all’appartamento privato del compagno Dodi Al-Fayed. All’epoca, Lady Diana aveva solo 36 anni. Improvvisamente, la vettura perse il controllo, schiantandosi contro il tunnel del Pont de l’Alma sulla Senna. Per quanto l’imprenditore egiziano e l’autista morirono sul colpo, ci vollero due ore prima di constatare il decesso della principessa, che fu prontamente soccorso dai Vigili del Fuoco. E’ stato proprio Xavier Gourmelon, uno dei pompieri, infatti, a ricordare quell’ultima frase, non riconoscendo – inizialmente – la donna che aveva tra le braccia. L’uomo le tenne la mano e procedette con il massaggio cardiaco, certo della salvezza della donna, che in un primo momento non sembrava patire gravi conseguenze. Fu nel momento in cui salì in ambulanza che, durante il tragitto, si spense per un fulmineo arresto cardiaco. Testimone dei fatti fu proprio Xavier, che visse in maniera intensa gli ultimi istanti di Lady D, che lasciò questa terra con grande umanità e umiltà, come uno specchio della personalità che caratterizzava “la principessa del popolo”.

A distanza di 25 anni, la sua morte rimane ancora avvolta dal mistero. In primis da una lettera scritta dalla stessa principessa, nell’ottobre del 1996, nel quale traspariva la forte preoccupazione per un presagio di morte che si rivelò – successivamente – una predizione. «Sono seduta qui alla mia scrivania oggi, desiderando che qualcuno mi abbracci e mi incoraggi a rimanere forte e a tenere la testa alta. – si legge tra le righe – Questa particolare fase della mia vita è la più pericolosa. Mio marito sta pianificando un guasto ai freni nella mia automobile per causarmi un gravissimo trauma cranico». Una divinazione che – ancora ad oggi – sconvolge e commuove, rimarcando quell’animo fragile ma – al contempo – ribelle, distante da ciò che poteva essere casa Windsor.

 

 

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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