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Chi gestisce la sanità in Calabria è capace?

Riceviamo e pubblichiamo:

Misiti (M5s): “Incapacità! Non esiste altro termine per definire una gestione così dissensata della sanità in Calabria soprattutto se sono gli stessi medici ad invocare interventi immediati per risollevare situazioni esplosive al limite della vivibilità. Emblematico l’appello che giunge dai medici del pronto soccorso di Tropea che tracciano un quadro che sto denunciando da tempo! Persino uno stolto avrebbe compreso, dopo ripetuti appelli e richieste, che ad un certo punto bisognava intervenire per aiutare un comparto in difficoltà, ma non i vertici della sanità che alla cittadella regionale dovrebbero avere un’idea più attenta delle necessità dei calabresi. È evidente che c’è uno scollamento fra chi vive la quotidianità 24 ore su 24 e chi invece, abbarbicato alla propria poltrona, funge esclusivamente da passacarte senza considerare le reali situazioni. Ancora una volta assistiamo inermi a medici, e personale sanitario in genere, sottoposti a turni massacranti, blocco delle ferie, sovraccarico di mansioni e aggressioni che ormai sono all’ordine del giorno. Un qualsiasi manager, degno di questo nome, avrebbe pianificato già in gennaio il periodo estivo, in cui è ormai cosa nota, l’utenza si moltiplica a dismisura, avrebbe condotto una ricognizione su strutture e strumentazioni, avrebbe predisposto piani ferie, riposi e garantito turni umani. Un qualsiasi altro manager, di un’azienda privata, al mancato raggiungimento degli obiettivi, sarebbe stato rimosso per manifesta incapacità e mai e poi mai avrebbe ricevuto, dal suo datore di lavoro, un aumento di stipendio. Benvenuti nel mondo al rovescio, benvenuti in Calabria, dove la meritocrazia è un termine sconosciuto, la cura dell’utenza non rientra fra le priorità e i manager guadagno di più se la loro azienda fallisce!”