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La ‘Fata Morgana’: il mito che spiega il magico effetto ottico dello Stretto

Come due volti che si guardano senza mai sfiorarsi, così le sponde di Scilla e Messina, che nel tempo hanno richiamato la curiosità dei viaggiatori di un tempo e dei curiosi di oggi. Due territori uniti dalla stessa bellezza e divisi dal blu del Tirreno, che ne delinea i confini regionali. Non tutti sanno – però – che, in determinati momenti della giornata, soprattutto nelle stagioni più calde e alle prime luci del mattino, è possibile cadere nel tranello di un particolare effetto ottico che – nei secoli – ha ingannato i visitatori delle coste siciliane o calabresi, tanto da erigere miti e leggende: la posizione di Scilla rispetto a Messina ne cancellerebbe la distanza, tanto da far sembrare le due cittadine totalmente vicine.

Una ‘magia’ spiegata dai letterati di un tempo tramite storie e racconti, tra le più famose quella della ‘Fata Morgana‘. La storia narra che al tempo della conquista barbara, uno dei re conquistatori giunse a Reggio Calabria e trovò al suo cospetto una splendida isola. Il re ne rimase totalmente ammaliato, notando – in particolar modo – come al centro si erigeva una montagna che emanava fumo e fuoco (Etna). Mentre egli meditava su come raggiungerla, gli apparve improvvisamente una bellissima donna, Fata Morgana, la quale gli disse: “Vedo che guardi quella meravigliosa isola e ne ammiri le distese di aranci e ulivi, i dolci declivi ed il suo magico vulcano. Io posso donartela se la vuoi.”  Era il caldo agosto, il mare era tranquillo e limpido, e nell’aria nemmeno un alito di vento. Così dinnanzi agli occhi del re barbaro accadde uno strano fenomeno: tutto si vedeva perfettamente, la Sicilia era vicinissima, si potevano osservare gli alberi da frutto, il monte che sputava fuoco e perfino gli uomini intenti a scaricare le merci dalle navi. Così il re – sicuro di poterla immediatamente raggiungere – si tuffò nell’acqua, e mentre egli affogava, la Fata Morgana sorrideva.


Così gli antenati spiegavano questo meraviglioso miraggio, un vero e proprio spettacolo della Natura visibile esclusivamente dalle sponde di Scilla da cui è possibile ammirare – proprio come narra la leggenda – i dettagli di Messina come se fossero vicini ma “sollevati”, a causa della diversa temperatura tra aria e mare.

In onore di questo importante mito, nel 2006 l’Amministrazione di Reggio Calabria ha posizionato lungo il Lungomare Falcomatà la statua della ‘Fata Morgana’, realizzata in resina epossidica, un materiale che richiamava l’effetto dell’acqua per la sua consistenza quasi trasparente. Purtroppo – però – nel 2007 la statua fu soggetta ad atto vandalico e non fu più riposizionata accanto al suo amato mare. 

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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