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L’ASP di Reggio Calabria cerca strutture alberghiere per ospitare i primi 52 medici cubani

Dei 497 medici cubani previsti dalla convenzione stipulata dal Commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto, 52 sono quelli già approdati in Terra calabrese e divisi nel territorio reggino nei quattro ospedali in cui è maggiore l’emergenza: 16 negli ospedali hub di Polistena e Locri, 10 in quelli di Gioia Tauro e 10 a Melito Porto Salvo. E’ ciò che si apprende da una comunicazione dell’Azienda sanitaria provinciale, informando che i medici prenderanno servizio nelle strutture sanitarie dell’Asp di Reggio Calabria. Nella nota si evince – inoltre – la ricerca di un servizio alberghiero per i professionisti per un periodo minimo di sei mesi con possibilità di proroga.

Si legge che – inoltre – si avvia un’indagine conoscitiva per “accertare l’esistenza sul mercato di strutture qualificate a prestare un servizio alberghiero al personale medico proveniente da Cuba chiamato a prestare attività di collaborazione per il Servizio sanitario regionale. Le soluzioni abitative – si specifica – dovranno essere dotate di acqua, luce, gas, mobilio, elettrodomestici, utensili da cucina o servizio pasti, ricambio biancheria o presenza di lavatrice, internet, climatizzazione (caldo freddo)”.

Le strutture alberghiere interessate dovranno rispondere alla candidatura entro la fine del mese corrente.

La comunicazione è consultabile al link Qui

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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