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Scuola, il ‘no’ della settimana corta per il caro energia, Occhiuto: “Ragazzi hanno già sofferto il Covid”

Arriva Settembre e – con esso – anche la prima campanella di questo nuovo anno accademico 2022/2023. Saranno circa 7 milioni gli adolescenti che torneranno tra i banchi di scuola, in date diverse da regione a regione, partendo dalla giornata odierna del 13 Settembre.

Con le aule che tornano a riempirsi e l’inverno che non tarda ad arrivare, non poteva non sollevarsi la questione riguardante il caro energia, considerati i costi da sostenere per il sostentamento di riscaldamenti ed elettricità all’interno degli edifici scolastici.

“Non abbiamo mai parlato di settimana corta in Consiglio dei ministri. Si può fare come piano didattico, nell’autonomia delle scuole, non come misura di risparmio energetico. – afferma il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervistato da SkyTg24. – le scuole hanno sempre fatto la loro parte, con Comuni e Province. Non ci tireremo indietro, ma non si può partire dalla scuola. E’ l’intero Paese che deve cambiare direzione rispetto ai consumi”.

Un’analisi accurata che sembra coincidere con le opinioni dei governatori di tutte le Regioni italiane, i quali sembrano essere in comune accordo sull’escludere delle possibili limitazioni scolastiche dovuti ai problemi legati al Paese.

A tal proposito, anche il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in una nota riportata e rilasciata da Gazzetta del Sud:

«Dico ‘no’ alla settimana corta come misura straordinaria per risparmiare energia. I nostri ragazzi, dalle elementari alle superiori, hanno già sofferto tanto negli ultimi anni a causa della pandemia, e non meritano di subire nuove limitazioni: né scolastiche, né di vita sociale. Ogni iniziativa per contenere i consumi è ben accetta, ma la scuola non si tocca e gli istituti, a mio parere, devono tornare ai ritmi didattici pre-Covid, mantenendoli».

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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