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Società scientifiche, cogliere le opportunità del Pnrr

Cogliere l’opportunità dei fondi destinati dal Pnrr a università e ricerca per ridurre il ritardo dell’Italia rispetto ai maggiori Paesi europei, tenendo conto delle proposte avanzate nel Tavolo tecnico per la Strategia italiana in tema di ricerca fondamentale: è quanto chiedono al ministro Anna Maria Bernini i presidenti di 86 società scientifiche, in rappresentanza di migliaia di docenti universitari e ricercatori italiani.

“L’università e la ricerca italiana hanno vissuto anni difficili, segnati da riduzioni di finanziamenti per la ricerca pubblica, dal calo del personale universitario per il mancato turnover, da un aumento delle posizioni temporanee, dall’emigrazione di giovani ricercatori italiani all’estero”, scrivono i presidenti in una lettera aperta.

“Solo in questi ultimi anni abbiamo avuto un recupero di risorse e l’opportunità offerta dai finanziamenti del Pnrr destinati a università e ricerca. Si tratta, a nostro avviso, di un’opportunità da cogliere pienamente: il Paese ha l’occasione di ridurre il ritardo in questo campo rispetto ai maggiori paesi europei, e di stabilizzare per i prossimi anni la spesa per ricerca ad un livello dello 0,70%-0,75% del Prodotto interno lordo”.

L’auspicio è che il nuovo ministro, “a partire dal prossimo bilancio dello Stato, possa tener conto del lavoro svolto dal Tavolo e recepire le proposte avanzate per il finanziamento della ricerca”.

Il documento finale stilato a luglio propone in particolare “interventi sulla valutazione e sul finanziamento dei progetti scientifici e segnala l’esigenza di una programmazione della spesa per la ricerca pubblica in Italia proponendo una spesa aggiuntiva, rispetto ai finanziamenti Mur già deliberati, di 200 milioni per il 2023, di 800 milioni per il 2024 e di 2000 milioni per il 2025”, si legge nella lettera.

“In questo modo, nel quadro di un piano quinquennale di 10,4 miliardi, sarà possibile stabilizzare la spesa ai citati livelli del Prodotto interno lordo e accompagnare con risorse adeguate i cambiamenti introdotti nel reclutamento universitario dal recente Decreto Legge 36/2022, convertito nella Legge n. 79/2022”.

 

Redazione Calabria News 24

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