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“Voglio solo una vita normale”: la storia di Martina non vedente commuove la Calabria

In un mondo che corre al passo della velocità degli eventi, spesso ci si dimentica dell’importanza di una delle cose più semplici, ma che nasconde in sé la reale essenza della vita: la solidarietà.

Proprio per questo, quando ci si pone dinnanzi alle vite difficili di alcune persone, spesso si rimane sbigottiti all’idea di come basterebbe porgere una mano verso chi ne ha bisogno, per migliorare la vita – non solo degli altri – ma anche la nostra.

Martina Iseppetto è una ragazza di 21 anni originaria di Praia a Mare, nella costa tirrenica cosentina. La sua storia è diventata ben presto virale grazie alle testate giornalistiche che hanno accolto il suo appello e ne hanno fatto conoscere la storia. Martina – infatti – è cieca dalla nascita: una condizione che oltre a recarle difficoltà motorie nelle normali azioni di tutti i giorni, la inchioda ad uno stato di solitudine dovuto alla difficoltà di creare rapporti interpersonali. Una situazione che aveva portato la ragazza a rinchiudersi nelle quattro mura di casa, godendo della compagnia dei genitori e dei suoi fratelli, diventati ormai unici pilastri della sua vita.

Il suo talento innato per la musica – infatti – l’ha spinta su numerosi palchi, partecipando a innumerevoli concorsi che hanno permesso a Martina di strappare immense soddisfazioni. Un’arte che condivideva con il padre, che oltre ad essere il fan numero uno, era anche colui che la sosteneva in ogni sua audizione, diventando gli occhi che le servivano quando ne sentiva il bisogno.

Un male terribile – però – ha distrutto quella quiete in cui Martina conviveva: muore papà Pietro, spezzando per sempre quel rapporto quasi simbiotico. Un dolore che le ha distrutto il cuore e che ha spinto la ragazza ha varcare i propri confini, affacciandosi al mondo in cerca di aiuto. 

Una vita normale: è questo ciò che Martina ha chiesto. Amici, due risate, una vacanza: momenti di vita che ognuno affronta in maniera del tutto scontata e naturale, ma che per la giovane costituirebbe la realizzazione di un grande sogno. Poter vivere le giornate godendo di una reale e sincera compagnia, è questa la richiesta timida e disperata che la ragazza ha esplicato nel suo appello, ricevendo l’abbraccio virtuale di numerosissimi utenti che non hanno potuto rimanere indifferenti di fronte a tanta sincerità. “Posso fare tutto oltre al non vedere”: la giovane chiarisce il gap che spesso si genera nei confronti di chi convive con una diversità fisica. Martina non vuole pacche sulle spalle, ne tanto meno cerca volti impietositi e caritatevoli. 

La storia di Martina ci insegna che – spesso – bisognerebbe rallentare e renderci conto di ciò che abbiamo intorno. Incatenati ad ambizioni altissime e a vite di lusso, spesso ci si dimentica dell’importanza delle cose semplici, della “vita normale”, che per persone come Martina, costituiscono la realizzazione della propria felicità. Fermarsi e accogliere a se le persone, cogliendone la loro bellezza a prescindere dalla propria condizione, riuscirebbe a ricucire quel divario che – sempre di più – divide gli esseri umani. 

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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