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Crotone: contrasto agli illeciti ambientali

Abusivismo edilizio

I controlli hanno interessato i comuni di Crotone, Isola di Capo Rizzuto, Cutro ed hanno portato al deferimento di n. 6 persone, riconducibili ai titolari degli immobili, al sequestro di n. 4 manufatti in calcestruzzo, di varie opere edilizie abusive per un totale di circa 400 metri quadrati di superficie calpestabile abusiva. Tutte le opere sono state realizzate in zona sismica ed alcune di esse all’interno di aree sottoposte a vincolo paesaggistico in assenza di qualsivoglia autorizzazione o nulla osta ambientale.

Sono stati contestati, a vario titolo, il reato di abuso edilizio nonché altre disposizioni previste dal D.P.R. 380/01 noto come Testo Unico in materia edilizia.

Rifiuti

Le operazioni sono state svolte nel Comune di Crotone in loc. Passovecchio. In particolare, i militari hanno individuato all’interno di un piazzale a pertinenza di un capannone industriale gestito da una società autorizzata alla lavorazione e messa in riserva di rifiuti, circa 547 tonnellate di rifiuti non pericolosi riconducibili consistenti in plastiche, gomme e rifiuti urbani non specificati.

Si è proceduto al deferimento dell’amministratore della società ed al sequestro dei rifiuti depositati. Contestata l’attività di gestione rifiuti non autorizzata così come prevista dal Testo Unico Ambientale.

Ambiente ed aree protette

Le attività sono state svolte nell’area della Foce del Neto, di fondamentale importanza per gli aspetti legati all’ambiente, alla fauna, alla biodiversità poiché Sito di Importanza Comunitaria (SIC), Zona di Protezione Speciale (ZPS) nonché area vincolata paesaggisticamente ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. In particolare, i militari hanno accertato la realizzazione di una pista sterrata abusiva della lunghezza di circa 1,5 km, adibita al transito ed alle competizioni di motocross e quad.

Le attività illecite hanno determinato una modificazione permanente dello stato dei luoghi con conseguente distruzione degli habitat naturali e della vegetazione tipica del luogo.

Sono stati contestati il deturpamento di bellezze naturali nonché altre disposizioni previste dal D.P.R. 380/01 – Testo Unico Edilizia ed il D.lgs. 42/04 – Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Redazione Calabria News 24

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