Emergenza idrica a Capocolonna: la protesta di don Bernardino per i venti giorni a secco
Da tre settimane il promontorio crotonese è senz'acqua. Il rettore del Santuario dà voce all'esasperazione dei residenti e denuncia il silenzio delle istituzioni
«Capocolonna è senza acqua da 20 giorni. È una vergogna». È affidato ai social il duro sfogo di don Bernardino Mongelluzzi, parroco del santuario della Madonna di Capocolonna, che ha scelto di rompere il silenzio per farsi portavoce del profondo disagio vissuto dalla popolazione del promontorio crotonese. Una crisi idrica drammatica che sta mettendo a dura prova la tenuta dell'intera comunità, esasperata da un disservizio che si trascina ormai da oltre tre settimane senza che alcuna autorità abbia fornito spiegazioni o soluzioni concrete.
L'impatto su famiglie e attività commerciali
Il sacerdote sottolinea la gravità di una situazione inaccettabile, evidenziando come non si tratti affatto di un guasto temporaneo o di un'interruzione programmata di poche ore. A subire le conseguenze dirette di questa emergenza sono cittadini, famiglie e attività commerciali che si trovano costretti a lavorare e a riorganizzare la propria quotidianità in totale assenza del risorsa idrica. Di fronte a questo scenario, il rettore del santuario mariano respinge categoricamente qualsiasi ulteriore rinvio o giustificazione formale, esigendo interventi immediati e risolutivi per ripristinare il servizio.
Un diritto fondamentale, non un privilegio
A conclusione del suo appello, don Bernardino richiama tutti alle responsabilità civiche e istituzionali, precisando che il ricorso alle autobotti deve rappresentare una misura straordinaria di emergenza e mai una consuetudine operativa. L'approvvigionamento idrico costituisce un servizio essenziale e un diritto primario inalienabile della persona, la cui erogazione deve essere garantita con continuità e dignità a tutti i cittadini.