Ci sono notizie che non vorremmo mai leggere, righe fredde di cronaca che, in un attimo, si trasformano in un dolore immenso, impossibile da contenere. La strada statale 107, nel cuore della Sila, è stata ieri teatro di un dramma che ha spezzato una giovane vita e lasciato un’intera comunità nel silenzio e nello sconforto. Nei pressi della galleria, poco dopo lo svincolo per Montescuro, una Fiat Panda ha sbandato, interrompendo bruscamente il viaggio di due ragazzi.

Per uno di loro non c'è stato nulla da fare. Alessandro Grosso se n'è andato così, su quel tratto di strada che taglia i boschi della Sila. Chi lo conosceva fa fatica anche solo a pronunciare il suo nome al passato. Perché Alessandro era l’incarnazione stessa della vita: un ragazzo educato, gentile, buono, profondamente rispettoso di chiunque incrociasse il suo cammino.

Accanto a lui, nell'abitacolo accartocciato dal terribile impatto, c'era un altro giovane, ora ricoverato in ospedale in codice rosso. Per lui si continua a pregare e a sperare, in un'attesa carica di ansia e sospiri, mentre i medici fanno di tutto per salvargli la vita.

Mentre le forze dell'ordine e i soccorritori cercano di ricostruire l'esatta dinamica di quell'asfalto traditore, resta solo il vuoto. Un vuoto che pesa come un macigno per la famiglia di Alessandro, per i suoi amici, per chiunque abbia avuto il privilegio di condividere con lui anche solo un pezzo di strada.

La Sila, oggi, non è mai stata così fredda. Ciao, Alessandro. Che la terra ti sia lieve.