La frazione collinare di Acquafredda, a Lamezia Terme, è avvolta da un clima di silenzio e dolore dopo l’ultimo saluto a Battista Mastroianni, vicebrigadiere dei Carabinieri morto nella notte tra il 30 e il 31 gennaio. Familiari e amici faticano a darsi una spiegazione per quanto accaduto, mentre nella comunità resta forte lo sgomento per una perdita improvvisa che ha colpito profondamente il territorio.


Il profilo del militare

Nei racconti dei conoscenti, Battista Mastroianni viene descritto come una persona solare, equilibrata e benvoluta. Originario di Acquafredda, aveva vissuto parte della sua infanzia al Nord prima di intraprendere la carriera nell’Arma dei Carabinieri. Negli ultimi anni aveva prestato servizio a Caulonia, sul versante ionico reggino, dove ha lasciato un ricordo positivo per professionalità e disponibilità, prima del recente trasferimento alla Stazione dei Carabinieri di Bovalino. Anche l’amministrazione comunale di Caulonia ha espresso ufficialmente il proprio cordoglio.


La notte della tragedia

La tragedia si è consumata a Lamezia Terme, in una zona periferica della città. Secondo la ricostruzione fornita dalla Legione Carabinieri Calabria – Gruppo di Lamezia Terme, nella notte del 31 gennaio una pattuglia ha controllato un uomo in abiti civili nei pressi della propria autovettura. L’uomo si è qualificato come militare dell’Arma e, al termine delle verifiche, è stato invitato a seguire i colleghi in caserma con il proprio mezzo per chiarire le ragioni della sua presenza in quell’area. Durante il tragitto, giunto all’altezza di via delle Terme, nei pressi del cimitero di Sambiase, il vicebrigadiere ha accostato l’auto e ha compiuto il gesto utilizzando la pistola di ordinanza. I soccorsi sono intervenuti immediatamente, ma per il militare non c’è stato nulla da fare.


Gli accertamenti della Procura

La Procura della Repubblica di Lamezia Terme ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di istigazione al suicidio, atto necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici irripetibili, tra cui l’autopsia effettuata al Policlinico universitario di Catanzaro. Le indagini puntano a ricostruire con precisione le ultime ore di vita di Mastroianni. In questo contesto sono state acquisite le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona del cimitero e lungo il percorso effettuato dal militare. Gli investigatori hanno inoltre ascoltato amici e conoscenti. Dal telefono cellulare, al momento, non sarebbero emersi elementi rilevanti.


Un interrogativo ancora senza risposta

Resta aperto l’interrogativo sulle motivazioni che hanno portato alla morte del vicebrigadiere. Chi lo conosceva sottolinea come Mastroianni stesse progettando il futuro e non avesse mai manifestato segnali evidenti di disagio. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto di una vicenda che ha profondamente colpito l’Arma dei Carabinieri e la comunità lametina