La strage di Cutro
La strage di Cutro

Il dibattito sulla gestione delle manifestazioni all'interno degli istituti scolastici si arricchisce di un capitolo fondamentale. Al centro della questione, la corretta interpretazione della Circolare ministeriale del 7 novembre scorso, le cui restrizioni sono state oggetto di un importante chiarimento istituzionale da parte dell'Ufficio scolastico regionale (Usr) per la Calabria.

Il limite della Circolare Ministeriale

Secondo quanto precisato dall'Usr, la direttiva emanata a novembre non deve essere interpretata come un blocco indiscriminato a ogni forma di aggregazione o evento. La circolare, infatti, "non riguarda eventi che hanno un significato di alto valore umanitario".

L'obiettivo della norma è regolamentare le attività per garantire il corretto svolgimento della vita scolastica, ma non può e non deve diventare un ostacolo alla sensibilizzazione su temi etici e sociali di primaria importanza.

La tragedia di Cutro come simbolo di unità

L'intervento dell'Ufficio Scolastico si fa particolarmente netto in riferimento alla commemorazione della tragedia di Cutro. Il ricordo di quel drammatico naufragio viene definito come un "evento doloroso del nostro Paese che ci accomuna tutti in un unico sentimento di compassione".

Proprio per questa natura profondamente umana e civile, l'Usr ribadisce che tali celebrazioni "non possono essere ricomprese nelle fattispecie contemplate dalla circolare ministeriale". La memoria del dolore collettivo, dunque, gode di una sorta di "corsia preferenziale" che trascende i vincoli burocratici.

Il richiamo al dirigente dell'Iis Barlacchi-Lucifero

In seguito a queste considerazioni, l'Ufficio Scolastico Regionale ha preso una posizione ufficiale nei confronti del dirigente scolastico dell'Iis Barlacchi-Lucifero di Crotone. L'Usr ha definito "inopportuno" il provvedimento con cui il preside aveva inizialmente limitato o vietato l'evento commemorativo, basandosi su una lettura rigida della circolare.

L'istituzione regionale ha quindi rivolto un esplicito invito al dirigente a rivedere la propria decisione, riaprendo di fatto le porte della scuola alla memoria delle vittime di Cutro e riaffermando il ruolo degli istituti come luoghi di riflessione civile e solidarietà.

Il dirigente scolastico: “Un equivoco”

"Voglio ricucire questo equivoco con la Cgil e organizzare il ricordo delle vittime di Cutro per giorno 25". Lo dice all'Ansa Girolamo Arcuri, dirigente scolastico dell'Istituto 'Barlacchi-Lucifero' di Crotone che rompe il silenzio per spiegare cosa è successo riguardo alla mancata autorizzazione ad organizzare una manifestazione in ricordo delle vittime del naufragio di Cutro avvenuto il 26 febbraio del 2023 e nel quale morirono 94 persone. "La mia scuola - spiega - ha sempre onorato la memoria delle vittime di Cutro ospitando diverse iniziative. Ero stato io a far contattare la Cgil per chiedere di organizzare la manifestazione. Ed avevo autorizzato l'evento. C'è anche un mio dispositivo in tal senso. Ho chiesto ai miei uffici di chiedere a Cgil di ampliare il dibattito. Successivamente c'è stato un errore interpretativo a livello amministrativo di cui mi rammarico e mi rendo immediatamente disponibile per la celebrazione dell'evento". Il dirigente scolastico si rammarica di quanto accaduto: "E' stato un equivoco che ha generato il caos. Vorrei ricucire con Cgil e invitare tutti. Vogliamo farlo il 25 febbraio. Oggi è domenica domani contatterò la Cgil per chiedere di organizzare la manifestazione per la quale avevamo anche preparato con gli studenti una serie di elaborati ed un video messaggio per il presidente Mattarella".    

"Io - conclude Arcuri - ho fatto sempre eventi di memoria nelle scuole che ho diretto perché so quanto sia importante per i ragazzi. Sono finito in un tritacarne mediatico passando come una persona che voleva negare proprio quella di Cutro che ha colpito così direttamente il territorio".