Caso Vespa revocati i domiciliari dopo la condanna per il rapimento della neonata
Il Tribunale di Cosenza dispone l’obbligo di dimora valutati percorso terapeutico e fase cautelare già scontata
Nuovo sviluppo nel procedimento giudiziario a carico di Rosa Vespa. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Cosenza ha disposto la revoca degli arresti domiciliari, sostituendoli con l’obbligo di dimora nel comune di residenza. La decisione arriva dopo l’istanza presentata dalla difesa e tiene conto di diversi elementi emersi nel corso del procedimento, tra cui il percorso intrapreso dall’imputata e la volontà di avviare un percorso di reinserimento sociale.
Il peso della condanna e le valutazioni del giudice
La modifica della misura cautelare arriva a distanza di un giorno dalla condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione per il rapimento della neonata avvenuto nel gennaio 2025 in una clinica di Cosenza. Il processo si è svolto con rito abbreviato e si è basato sugli atti raccolti durante le indagini. Nelle valutazioni del giudice ha inciso anche il periodo già trascorso in regime cautelare, ritenuto significativo ai fini della decisione.
La ricostruzione dei fatti tra indagini e responsabilità accertate
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna avrebbe sottratto la neonata fingendosi personale sanitario, per poi allontanarsi dalla struttura. Le indagini hanno inoltre evidenziato un sistema costruito per simulare una gravidanza e una nascita mai avvenuta, attraverso messaggi e contenuti inviati ai familiari. Il bambino è stato successivamente rintracciato e restituito ai genitori, mentre una perizia ha escluso condizioni di incapacità al momento dei fatti.