Caro carburanti, i sindacati aspettano Salvini: protesta rallentata, ma senza risposte si riparte
Fedralog allenta i presìdi in vista dell’incontro del 27 ottobre, decisivo per ottenere ristori e interventi sulle accise. Intanto, a Sant’Onofrio, 1.500 persone manifestano insieme ad autotrasportatori e agricoltori

I sindacalisti di Fedralog confermano il mantenimento dei presìdi, ma allentano la mobilitazione in vista dell’incontro del 27 ottobre con il ministro. Derenzo avverte, senza risposte concrete su carburante, accise e ristori, la protesta potrebbe riprendere con maggiore intensità.
A Sant’Onofrio 1.500 persone tra studenti, cittadini e autotrasportatori
Circa 1.500 persone si sono ritrovate giovedì 22 ottobre allo svincolo di Sant’Onofrio, nel Vibonese, per una nuova giornata di mobilitazione contro il caro carburanti e l’aumento dei costi che stanno mettendo in difficoltà il settore dell’autotrasporto e quello agricolo. Una manifestazione pacifica che ha visto la partecipazione non soltanto di autotrasportatori e agricoltori, presenti anche con i propri mezzi pesanti, ma anche di numerosi cittadini e studenti provenienti dai licei e dagli altri istituti scolastici del territorio. Una presenza dal forte valore simbolico, che ha ampliato la dimensione della protesta, trasformandola in un momento di partecipazione collettiva. Dopo settimane di presìdi e manifestazioni lungo le principali arterie stradali calabresi, la mobilitazione continua dunque a mantenere alta l'attenzione sulle difficoltà economiche delle imprese e sulle conseguenze dei rincari per l'intera collettività.

I sindacalisti di Fedralog allentano la protesta ma «I presìdi restano aperti»
La novità riguarda proprio la posizione dei rappresentanti sindacali, che hanno deciso di rallentare temporaneamente la mobilitazione in vista dell'imminente confronto con il Governo. A spiegarlo è Angelo Derenzo, sindacalista di Fedralog, raggiunto telefonicamente durante la manifestazione di Sant’Onofrio. «Il presidio resta aperto, ma in questo momento abbiamo allentato le maglie, aspettando che il 27 ci siano buone premesse con il ministro», ha dichiarato Derenzo, chiarendo che la decisione non rappresenta la conclusione della protesta. I sindacalisti intendono concedere spazio al dialogo istituzionale, mantenendo comunque attiva la mobilitazione sul territorio. Si tratta, dunque, di una fase di attesa, durante la quale le iniziative proseguiranno con minore intensità. La scelta di alleggerire i presìdi è strettamente legata all'appuntamento del 27 ottobre con Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è Matteo Salvini, considerato un passaggio fondamentale per capire se sarà possibile individuare una soluzione alla crisi che sta interessando il comparto.
Il 27 ottobre l'incontro con il ministro: senza aiuti la mobilitazione ripartirà
Le aspettative dei sindacalisti e degli autotrasportatori sono ora concentrate sull'incontro del 27 ottobre con il ministro ai trasporti. Le richieste restano quelle avanzate nelle ultime settimane: interventi sul prezzo del carburante, misure sulle accise e ristori economici che consentano alle imprese di sostenere i costi e riprendere regolarmente le proprie attività. L'obiettivo, come sottolineato da Derenzo, è ottenere soluzioni concrete per permettere agli operatori di «rimettersi in pista», dopo un periodo caratterizzato da forti difficoltà economiche. Il rallentamento deciso dai sindacalisti rappresenta quindi un segnale di disponibilità al confronto, ma non un arretramento rispetto alle rivendicazioni. Qualora dall'incontro con il Governo non dovessero arrivare risposte soddisfacenti, la mobilitazione potrebbe tornare a intensificarsi, con la ripresa delle iniziative di protesta. Il futuro dei presìdi dipenderà dunque dagli impegni che saranno assunti durante il confronto ministeriale. Per il momento, la protesta resta aperta e il settore attende risposte capaci di tradursi in un sostegno effettivo alle imprese.