Reggio Calabria
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Una lunga scia di minacce, tensioni condominiali, aggressioni e paura. È quanto emerge dalla documentazione relativa alla vicenda di una madre e di un figlio residenti negli alloggi popolari tra via Glauco e via Ibico, a Reggio Calabria.

L’ultimo episodio, secondo quanto denunciato in Questura, si sarebbe verificato qualche giorno fa, in pieno giorno, intorno alle 13:30, durante le fasi di un trasloco. Madre e figlio avrebbero provato a riservare temporaneamente un posto auto per consentire l’arrivo del furgone della ditta incaricata. Da quella situazione sarebbe nata una discussione, poi degenerata.

La denuncia dell’aggressione

Secondo il racconto messo a verbale, dopo una prima lite legata al parcheggio, sarebbe arrivato un uomo a bordo di un’auto. L’uomo, qualificatosi come marito di una dipendente della zona, avrebbe prima colpito il giovane con uno schiaffo e poi continuato con pugni e calci.

Anche la madre sarebbe stata aggredita. La donna, secondo quanto denunciato, sarebbe stata strattonata al collo e graffiata. Sul posto è stato richiesto l’intervento dei soccorsi e i due sono stati trasportati dal 118 al Pronto Soccorso.

Alla donna è stata riconosciuta una prognosi di 10 giorni. Il figlio, dopo un primo referto da 7 giorni, avrebbe ricevuto un’ulteriore prognosi di 20 giorni. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, l’avvocato Giuseppe Adornato, il ragazzo rischia ora di perdere la vista a causa dei colpi ricevuti.

Un contesto più ampio di tensioni

L’episodio più recente non sarebbe isolato. Tra le carte compare anche un’ordinanza cautelare del Gip di Reggio Calabria relativa a un procedimento che ricostruisce un quadro più ampio di conflittualità e presunte condotte intimidatorie.

Secondo l’ordinanza, madre e figlio sarebbero stati destinatari, nel tempo, di comportamenti reiterati di minaccia, molestia e intimidazione da parte di alcuni vicini. Il provvedimento parla di un contesto di “persistente conflittualità condominiale”, con episodi che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbero inciso sulle abitudini di vita delle persone offese.

La famiglia, sempre secondo quanto emerge dagli atti, sarebbe stata costretta a limitare le uscite e a installare un sistema di videosorveglianza.

Minacce, danneggiamenti e l’incendio dell’auto

Tra i fatti riportati nell’ordinanza figurano minacce, danneggiamenti, aggressioni verbali, lancio di oggetti, rumori notturni e anche l’incendio dell’auto in uso al figlio. Un insieme di episodi che, nella prospettazione accusatoria, avrebbe contribuito a creare un clima di forte paura.

Per quattro indagati, nei cui confronti vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva, il Gip ha disposto il divieto di dimora nel Comune di Reggio Calabria, il divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da loro frequentati, l’obbligo di mantenere una distanza minima di 500 metri e il divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo.

Le parole dell’avvocato Adornato

A difendere madre e figlio è l’avvocato Giuseppe Adornato, che assiste la famiglia e annuncia attenzione costante anche sull’ultimo episodio denunciato.

“Sono e starò vicino a questa famiglia coinvolta in una spirale di violenza che fa spavento e che la sta costringendo a valutare scelte di vita drastiche, non ultima l’abbandono di questa città o, quantomeno, del quartiere in cui abita”, afferma il legale.

Adornato spiega che seguirà attentamente la vicenda e che segnalerà agli inquirenti ogni eventuale iniziativa nei confronti degli autori già individuati e di quelli che dovessero essere identificati in relazione all’ultimo episodio. “Il ragazzo ha rischiato di perdere la vista per le botte ricevute all’occhio”, sottolinea l’avvocato.

Nuove denunce e ulteriori accertamenti

Le nuove denunce presentate in Questura aprono adesso un ulteriore capitolo investigativo. Gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica dell’aggressione più recente, identificare tutti i soggetti eventualmente coinvolti e verificare se vi siano collegamenti con il quadro già ricostruito nell’ordinanza cautelare.

La famiglia, secondo quanto emerge dagli atti e dalle parole del legale, vive ormai in una condizione di forte timore. Una situazione che, al di là delle responsabilità ancora da accertare nelle sedi competenti, riporta al centro il tema della sicurezza, della convivenza nei contesti abitativi più fragili e della tutela delle persone offese.

Una vicenda segnata dalla paura

La storia di madre e figlio negli alloggi popolari tra via Glauco e via Ibico racconta una vicenda complessa, nella quale si intrecciano tensioni condominiali, denunce, provvedimenti giudiziari e un ultimo episodio di violenza che avrebbe avuto conseguenze pesanti.

Ora toccherà agli investigatori completare le verifiche e alla magistratura valutare ogni elemento raccolto. Resta, intanto, il racconto di una famiglia che denuncia di vivere da tempo in una condizione di pressione e paura, fino a valutare scelte drastiche pur di ritrovare serenità e sicurezza.