Botulino a Diamante, nuove analisi sul food truck sotto indagine
La Procura di Paola autorizza il dissequestro temporaneo del mezzo per effettuare nuovi rilievi. Campioni inviati all’Istituto superiore di sanità
Proseguono le indagini sul caso di intossicazione da botulino registrato a Diamante nell’estate del 2025, episodio che provocò la morte di due persone e numerosi ricoveri. La Procura della Repubblica di Paola, guidata dal procuratore capo Domenico Fiordalisi, ha autorizzato il dissequestro temporaneo del food truck finito al centro dell’inchiesta per consentire nuovi accertamenti tecnici.
Il mezzo era stato sequestrato nei mesi scorsi perché ritenuto uno degli elementi chiave per ricostruire la dinamica dell’intossicazione alimentare che colpì diverse persone dopo il consumo di un panino acquistato da un venditore ambulante.
Prelevate tracce residue di botulino
Il dissequestro temporaneo è stato richiesto dai legali del titolare del food truck per consentire ulteriori verifiche tecniche. Durante i rilievi, effettuati alla presenza dei Carabinieri del Nas, i consulenti hanno prelevato alcune tracce residue di botulino dal mezzo.
Le operazioni sono state concordate con il consulente della difesa, il professor Andrea Crisanti. I campioni raccolti sono stati inviati all’Istituto superiore di sanità, dove saranno sottoposti ad analisi per chiarire eventuali elementi utili all’inchiesta.
L’inchiesta sull’intossicazione alimentare
Secondo le ricostruzioni investigative, tutte le persone colpite dall’intossicazione avevano consumato lo stesso alimento acquistato dal venditore ambulante tra il 3 e il 5 agosto 2025, con sintomi comparsi tra le 24 e le 48 ore successive.
Nel procedimento risulta indagato anche il titolare del food truck con ipotesi di reato che comprendono omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive.
Le nuove analisi sui campioni prelevati dal mezzo potrebbero contribuire a chiarire definitivamente le cause della contaminazione e le eventuali responsabilità legate a uno dei casi di intossicazione alimentare più gravi registrati negli ultimi anni in Calabria.