Riace, conti comunali in crisi: debiti per 4,8 milioni e rischio scioglimento del Consiglio
Gli atti arrivano alla Prefettura di Reggio Calabria, chiamata a valutare il futuro amministrativo del Comune guidato da Mimmo Lucano
Si complica la situazione finanziaria del Comune di Riace, amministrato dal sindaco Mimmo Lucano. Una ricognizione contabile fa emergere un'esposizione complessiva stimata in circa 4,8 milioni di euro, tra posizioni debitorie, contenziosi e passività ancora da definire. Un quadro che impedisce, allo stato attuale, di attestare il mantenimento degli equilibri di bilancio per il 2026 e apre una delicata fase istituzionale. La documentazione è stata trasmessa alla Prefettura di Reggio Calabria, che dovrà valutare gli sviluppi della vicenda e l'eventuale attivazione delle procedure previste dalla normativa sugli enti locali. Tra le possibili conseguenze figura anche lo scioglimento del Consiglio comunale, un'ipotesi che resta subordinata alle verifiche e alle determinazioni delle autorità competenti.
Debiti, contenziosi e fatture: le cifre della crisi finanziaria
La ricostruzione delle passività evidenzia una situazione particolarmente complessa. Una delle voci più consistenti riguarda circa 3,49 milioni di euro riconducibili a contenziosi, decreti ingiuntivi, pignoramenti e altre posizioni debitorie. Tra queste figurano controversie relative alle forniture di energia elettrica e gas, ai servizi idrici e a crediti rivendicati da istituti finanziari. Emergono inoltre somme richieste dalla Regione Calabria per tributi arretrati e posizioni nei confronti del Comune di Caulonia. A queste criticità si aggiungono circa 884mila euro di debiti fuori bilancio segnalati dall'Ufficio tecnico per la pubblica illuminazione e ulteriori contenziosi pendenti stimati in oltre 464mila euro. Le cifre comprendono anche posizioni non ancora definitivamente accertate, per le quali occorre verificare l'effettiva esigibilità e la corretta imputazione contabile. Non si tratta, dunque, di una somma interamente riconducibile a debiti già definitivi e immediatamente esigibili.
Il parere negativo dei revisori e le difficoltà del bilancio
A rendere più delicata la situazione è il giudizio espresso dall'organo di revisione contabile, che ha formulato un parere non favorevole sulla proposta di assestamento e salvaguardia degli equilibri del bilancio 2026-2028. Le criticità riguardano soprattutto la presenza di passività prive di adeguata copertura finanziaria, il mancato riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio e la necessità di riallineare le risultanze contabili. Il Comune era recentemente uscito dalla procedura straordinaria di liquidazione legata al precedente dissesto. Il ritorno alla gestione ordinaria avrebbe però evidenziato ulteriori difficoltà nella ricostruzione dei residui attivi e passivi e nella valutazione delle somme effettivamente riscuotibili. Particolare attenzione riguarda anche gli accantonamenti destinati a fronteggiare i crediti di dubbia esigibilità e i contenziosi. Secondo il quadro emerso, le risorse disponibili non sarebbero sufficienti a garantire la copertura delle passività individuate, rendendo necessario un approfondimento complessivo della situazione finanziaria.
Il commissario ad acta trasmette gli atti alla Prefettura
La vicenda assume particolare rilevanza anche sul piano amministrativo. Il 23 ottobre, la commissaria ad acta Rosa Romeo, nominata dalla Prefettura nel mese di settembre dopo la mancata approvazione degli atti contabili nei termini previsti, ha preso formalmente atto dell'impossibilità di adottare la deliberazione sostitutiva necessaria alla salvaguardia degli equilibri finanziari. Il provvedimento e la relativa documentazione istruttoria sono stati quindi trasmessi alla Prefettura di Reggio Calabria. Si tratta di un passaggio che conclude l'intervento sostitutivo e rimette alle autorità competenti le successive valutazioni. La mancata approvazione della manovra di riequilibrio rappresenta infatti una delle situazioni disciplinate dal Testo unico degli enti locali, che prevede specifiche procedure quando un'amministrazione non riesce a garantire la stabilità dei propri conti.
Consiglio comunale a rischio scioglimento: cosa può accadere
Il futuro dell'amministrazione guidata da Mimmo Lucano dipende adesso dalle valutazioni prefettizie. L'articolo 193 del Testo unico degli enti locali disciplina gli obblighi di salvaguardia degli equilibri di bilancio, mentre l'articolo 141 individua le procedure che possono condurre allo scioglimento del Consiglio comunale. Il mancato ripristino degli equilibri può quindi determinare conseguenze anche sulla continuità amministrativa dell'ente. Lo scioglimento, tuttavia, non è automatico e la trasmissione degli atti non equivale a una decisione già assunta. La questione riguarda non soltanto la tenuta politica dell'amministrazione, ma anche la capacità del Comune di assicurare la gestione ordinaria, rispettare gli impegni finanziari e garantire la continuità dei servizi pubblici. Per Riace si apre così una fase decisiva, nella quale sarà necessario chiarire l'effettiva consistenza delle passività e individuare le eventuali soluzioni previste dall'ordinamento per riportare i conti comunali in condizioni di equilibrio.