Vito Barresi
Vito Barresi

Si accende il clima politico in vista delle elezioni comunali di Crotone dopo le dichiarazioni del candidato sindaco Vito Barresi, sostenuto da una lista civica, che ha chiesto un intervento immediato della Procura della Repubblica in merito a presunti contenuti social diffusi da candidati della coalizione di centrodestra.

Secondo Barresi, alcuni candidati avrebbero utilizzato TikTok con video contenenti riferimenti alla ’ndrangheta attraverso linguaggi, simbologie e modalità comunicative definite “gravissime e profondamente diseducative”.

“È allarmante – ha affermato Barresi – che nelle liste della destra alle elezioni comunali di Crotone vi siano candidati che, attraverso TikTok, inneggiano apertamente alla ’ndrangheta”.

La richiesta di chiarimenti al candidato sindaco Vincenzo Voce

Nel suo intervento Barresi ha chiamato direttamente in causa Vincenzo Voce, chiedendo una presa di posizione pubblica rispetto ai contenuti diffusi online.

“Chiediamo al professor Vincenzo Voce, responsabile politico e garante morale delle numerose liste che sostengono la sua candidatura – ha dichiarato – se si sia accorto che tra i suoi candidati vi è chi inneggia alla ’ndrangheta per fini elettorali e propagandistici”.

Barresi ha inoltre fatto riferimento a un video di propaganda che, secondo quanto sostenuto, avrebbe già raggiunto oltre 33mila visualizzazioni sui social network, raccogliendo migliaia di “mi piace” e numerosi commenti.

“La cultura mafiosa non può diventare spettacolo sui social”

Il candidato civico ha ribadito la necessità di mantenere la campagna elettorale distante da qualsiasi ambiguità nei confronti della criminalità organizzata, sottolineando i rischi legati all’utilizzo di determinati linguaggi soprattutto nei confronti dei più giovani.

“Sulla questione della ’ndrangheta non si scherza – ha affermato Barresi –. Non si fa propaganda sbagliata, ambigua o strumentale, soprattutto quando il pubblico a cui ci si rivolge è quello dei giovani, degli adolescenti e delle ragazze”.

Secondo Barresi, la cultura mafiosa non può essere trasformata in fenomeno da spettacolarizzare sui social network o in uno strumento utile alla ricerca di consenso politico.

Il riferimento alle inchieste giudiziarie sul territorio

Nel corso delle dichiarazioni il candidato sindaco ha anche richiamato l’attenzione sui procedimenti giudiziari che interessano il territorio crotonese.

Barresi ha citato il processo Processo Glicine, che vede centinaia di imputati chiamati a rispondere di reati di mafia, e l’inchiesta Inchiesta Teorema, che coinvolgerebbe un consigliere comunale di Forza Italia.

“Per queste ragioni – ha concluso – riteniamo indispensabile un chiarimento pubblico immediato. La città di Crotone merita una campagna elettorale limpida, trasparente e totalmente distante da qualsiasi ambiguità culturale, politica o comunicativa nei confronti della criminalità organizzata”.