Carabinieri
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L’aumento delle presenze turistiche lungo la costa ha portato a un potenziamento dei servizi di controllo sul territorio, con particolare attenzione alla tutela ambientale, alle attività commerciali, al rispetto dei vincoli paesaggistici e al contrasto di eventuali abusi. Nell’ambito dello stesso dispositivo, i Carabinieri hanno intensificato anche le operazioni contro il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti nell’Alto Tirreno cosentino, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Paola, diretta dal procuratore capo Domenico Fiordalisi. Un ruolo centrale è svolto dalle Stazioni dell’Arma, presidio capillare capace di conoscere le dinamiche locali e di garantire prevenzione, ascolto e vicinanza alle comunità.

Il controllo del motorino e la scoperta dell’hashish

Nel corso di uno dei servizi predisposti, il 19 luglio 2026 i militari della Stazione di Belvedere Marittimo hanno fermato un uomo che viaggiava a bordo di un motorino con il fanalino danneggiato. Quello che inizialmente appariva come un normale controllo alla circolazione stradale ha dato origine a ulteriori accertamenti investigativi. Gli approfondimenti hanno condotto alla perquisizione dell’abitazione dell’uomo, ritenuto gravemente indiziato del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. All’interno dell’immobile i Carabinieri hanno trovato e sequestrato circa 540 grammi di hashish, suddivisi in cinque panetti da circa cento grammi ciascuno, oltre a un bilancino di precisione.

Sequestrati 1.600 euro, arresto convalidato

Durante la perquisizione sono stati rinvenuti anche 1.600 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo e medio taglio. Secondo l’ipotesi investigativa, il denaro potrebbe rappresentare il provento dell’attività illecita. L’uomo è stato arrestato in flagranza e inizialmente posto ai domiciliari. Il 20 luglio il Tribunale di Paola ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni dovranno essere verificate nelle successive fasi processuali. L’indagato deve pertanto essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.