Un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti su scala nazionale è stata scoperta dai finanzieri del Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro. L’inchiesta ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di 15 persone: dodici sono finite in carcere, una ai domiciliari e due sottoposte all’obbligo di dimora. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, con l’aggravante di aver agevolato l’attività della cosiddetta “locale di Ariola”.

Una rete con base nel Vibonese e ramificazioni nazionali

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo farebbe capo alla ’ndrina Maiolo di Acquaro, nel Vibonese, da dove sarebbe stato gestito il traffico di droga. Il centro decisionale dell’organizzazione era localizzato proprio in Calabria, mentre la distribuzione avveniva principalmente in regioni come Lazio, Piemonte e Abruzzo, dove era stato strutturato un vero e proprio hub logistico per il deposito e lo smistamento delle sostanze stupefacenti.

Il ruolo del “dominus” e la gestione del traffico

Al vertice del sodalizio, secondo l’accusa, vi sarebbe stato un soggetto incaricato di coordinare tutte le attività, dall’approvvigionamento della droga alla gestione dei corrieri. L’organizzazione operava senza soluzione di continuità, garantendo un flusso costante di sostanze, in particolare marijuana e cocaina, distribuite poi su diversi territori.

Le indagini tra chat criptate e tecnologia avanzata

L’attività investigativa si è avvalsa di strumenti tecnologici avanzati, con l’individuazione di smartphone criptati e l’analisi di numerose conversazioni su piattaforme protette. Proprio da queste chat sarebbe stato possibile ricostruire la struttura dell’organizzazione e documentare numerosi episodi di compravendita e detenzione di droga.

Sequestri e giro d’affari milionario

Le indagini hanno consentito di quantificare un traffico complessivo di circa 750 chilogrammi di marijuana e 11 chilogrammi di cocaina, per un valore stimato intorno ai 10 milioni di euro. Un giro d’affari rilevante che conferma la capacità operativa e l’estensione territoriale dell’organizzazione smantellata.