Truffa al Reddito di cittadinanza nel vibonese: Tre false identità e spese straordinarie in pasticceria
La Guardia di Finanza scopre un articolato sistema fraudolento legato a un esponente di una nota famiglia di 'ndrangheta locale
Nell’ambito di un’estesa e complessa analisi di rischio, condotta grazie all'incrocio dei dati presenti nelle banche dati in uso alla Guardia di Finanza, le Fiamme Gialle hanno individuato diversi beneficiari del reddito di cittadinanza residenti nella provincia di Vibo Valentia con palesi incongruenze rispetto ai requisiti di legge. L'attenzione degli investigatori si è concentrata in particolare su una posizione che presentava marcati profili di anomalia.
L'escamotage delle tre carte d'identità
I successivi approfondimenti investigativi, condotti sul campo dai finanzieri del Gruppo di Vibo Valentia, hanno permesso di far luce sulla reale dinamica dell'illecito. Un singolo percettore era riuscito a richiedere e ottenere i sussidi statali utilizzando tre false identità. L'uomo, già ampiamente noto alle forze dell’ordine e imparentato con gli esponenti di una potente 'ndrina attiva sul territorio vibonese, ha ideato e messo in atto il disegno criminoso creando tre documenti d'identità fittizi, snodo fondamentale per accedere indebitamente al beneficio economico.
Tracciati finanziari e acquisti sospetti
A seguito degli accertamenti svolti presso i diversi Istituti di credito, i militari sono riusciti a individuare le carte di pagamento collegate alle domande e ad acquisirne i dettagliati movimenti finanziari. Dall’esame dei flussi di denaro è emersa un'insolita frequenza di transazioni: ben 22 pagamenti, per un valore totale superiore ai 9.000 euro, effettuati tutti a favore di una nota pasticceria della zona. Questo specifico elemento di dettaglio ha consentito di ricondurre la titolarità operativa di tutte e tre le carte a un unico effettivo fruitore.
Sequestro preventivo ed esecuzione della misura
Sulla base del quadro probatorio raccolto, la Guardia di Finanza ha deferito l’indagato alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, chiedendo contestualmente un provvedimento cautelare per recuperare le somme sottratte alle casse pubbliche. Accogliendo pienamente l'impostazione investigativa, il Tribunale di Vibo Valentia ha emesso un decreto di sequestro preventivo per un importo complessivo superiore ai 12.500 euro. L'intervento dei militari ha così assicurato alla giustizia beni mobili e immobili per un valore equivalente al profitto del reato.
Presidio della spesa pubblica e tutela del territorio
L’operazione, diretta dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, sottolinea il costante impegno della Guardia di Finanza nella lotta alle frodi ai danni dello Stato, con particolare riguardo alle truffe sui sussidi destinati alle fasce di popolazione che versano in condizioni di reale e documentato disagio economico. Le Fiamme Gialle proseguiranno la propria azione di vigilanza e controllo su tutto il territorio provinciale per prevenire e contrastare qualsiasi condotta illecita che danneggi la collettività e le risorse pubbliche.