Attesa per il prossimo voto
Attesa per il prossimo voto

La prossima battaglia elettorale in Calabria comincerà molto prima dell'apertura delle urne. Si combatterà nelle segreterie dei partiti, nelle trattative tra correnti e negli accordi per decidere chi mettere in cima alle liste. Perché con la nuova legge elettorale, approvata definitivamente dalla Camera con 227 voti favorevoli e 164 contrari, cambia soprattutto una cosa: per conquistare un posto in Parlamento non basterà avere voti, bisognerà anche ottenere la candidatura giusta. E in una regione dove i posti disponibili sono pochi, la lotta si annuncia particolarmente feroce.

Addio ai collegi uninominali, la sfida si allarga a tutta la Calabria

Il Rosatellum va in pensione e con lui scompaiono i collegi uninominali. Alle politiche del 2022 la Calabria ne aveva cinque alla Camera, distribuiti tra Corigliano-Rossano, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, e due al Senato. In quei territori le coalizioni schieravano un candidato che si confrontava direttamente con gli avversari. Adesso la partita si giocherà sull'intera regione. Un candidato cosentino dovrà cercare consensi anche nel Reggino, nel Crotonese, nel Catanzarese e nel Vibonese. E viceversa. Non conterà soltanto il radicamento nel proprio territorio, ma la capacità di costruire una rete elettorale abbastanza estesa da raccogliere preferenze in tutta la Calabria.

Capilista blindati e preferenze: il vero scontro è per il primo posto

C'è però un particolare destinato a pesare più di molti altri: il capolista non dovrà conquistarsi le preferenze. Sarà scelto direttamente dal partito e avrà la precedenza nell'assegnazione del primo seggio ottenuto dalla lista. Gli altri candidati, invece, dovranno contendersi i voti. Ogni elettore potrà esprimere fino a tre preferenze, rispettando le regole sull'alternanza di genere. Ma se una formazione politica riuscirà a eleggere un solo parlamentare, a beneficiarne sarà il nome collocato in testa. È facile immaginare quale sarà, allora, la vera posta in gioco: non soltanto entrare in lista, ma conquistare il primo posto. Per le organizzazioni calabresi dei partiti si apre una stagione di trattative nella quale le ambizioni dei dirigenti locali dovranno fare i conti con le decisioni delle segreterie nazionali. E nulla impedirà a queste ultime di riservare una candidatura particolarmente favorevole a un esponente politico proveniente da un'altra regione. La questione diventa ancora più delicata guardando ai numeri.

Calabria verso 18 parlamentari: un seggio in meno e più concorrenza

Secondo le simulazioni contenute nella documentazione parlamentare, la Calabria potrebbe passare dagli attuali 19 rappresentanti a 18 parlamentari: 12 deputati e 6 senatori. Un posto in meno, dunque, rispetto alle elezioni del 2022. Non sarebbe una conseguenza automatica del nuovo sistema di voto, ma dell'aggiornamento della distribuzione dei seggi in base alla popolazione residente. Il calcolo utilizza i dati del censimento 2021, che attribuiscono alla Calabria 1.855.454 abitanti. La ripartizione definitiva dovrà comunque essere formalizzata prima delle prossime elezioni. Ma il problema politico è già evidente: meno posti da distribuire e una concorrenza più ampia tra candidati delle cinque province. Cosenza, che è la provincia più popolosa della regione, dovrà misurare il proprio peso elettorale con quello degli altri territori. Lo stesso accadrà a Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. La rappresentanza provinciale non sarà più legata alla vittoria di un candidato nel proprio collegio uninominale, ma dipenderà dagli equilibri interni alle liste e dalla distribuzione dei voti.

Chi decide chi va a Roma? La partita dei posti sicuri

E qui si apre un'altra questione: quanti capilista saranno espressione della Calabria e quanti verranno decisi a Roma per soddisfare gli accordi tra i vertici nazionali? La riforma introduce anche un premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori per la lista o coalizione che raggiungerà almeno il 42 per cento dei voti validi in entrambe le Camere, rispettando i limiti complessivi previsti dalla legge. Se le condizioni non saranno soddisfatte, i seggi verranno distribuiti con il proporzionale. Nelle simulazioni parlamentari, alla Calabria corrisponderebbero due seggi del premio alla Camera e uno al Senato, già compresi nel totale regionale. Non sarebbero quindi tre parlamentari aggiuntivi, ma posti assegnati attraverso un meccanismo diverso, con ulteriori conseguenze sulla scelta dei candidati. Per i partiti, insomma, la preparazione delle liste diventerà una partita nella partita. Bisognerà decidere chi proteggere con il posto da capolista, chi mandare a cercare preferenze e come distribuire le candidature tra territori che finiranno inevitabilmente per competere tra loro. La nuova legge restituisce agli elettori la possibilità di indicare i candidati preferiti, ma lascia alle segreterie il potere di scegliere chi parte davanti a tutti. Ed è questa la contraddizione che accompagnerà le prossime politiche calabresi: si tornerà a chiedere il voto personale ai cittadini, mentre una parte dei posti più ambiti continuerà a essere assegnata prima ancora che gli elettori entrino nella cabina. La domanda, alla fine, non sarà soltanto quanti parlamentari eleggerà la Calabria. Ma quanti di quei parlamentari saranno scelti davvero dai calabresi e quanti arriveranno a Roma grazie a un posto assicurato dai partiti.