Maltempo e alluvioni, Giovinazzo chiarisce il ruolo del Consorzio di bonifica Calabria
Il commissario straordinario spiega competenze, interventi sul campo e gestione delle piene durante l’emergenza che ha colpito il territorio
Il Consorzio di bonifica della Calabria continua a operare senza sosta nelle aree colpite dall’ondata di maltempo che ha provocato esondazioni e allagamenti, in particolare nei territori di Cassano allo Ionio, Corigliano-Rossano e Tarsia. A fare il punto è il commissario straordinario Giacomo Giovinazzo, che sottolinea come mezzi e personale siano ancora impegnati sul campo, con la cabina di regia in stato di allerta e un lavoro costante per mitigare i danni già causati.
Fin dalle prime ore dell’emergenza, su richiesta e in coordinamento con sindaci, Regione, Protezione civile e altri enti operativi, il Consorzio ha impiegato uomini e mezzi anche in attività non strettamente convenzionali, come il ripristino di arginature, l’apertura di sbocchi a mare e il supporto diretto alla popolazione, compresa la pulizia delle abitazioni allagate. Escavatori, camion, trattori e idrovore sono stati utilizzati in modo continuativo, con il personale impegnato giorno e notte.
Le competenze del Consorzio e le cause degli allagamenti
Giovinazzo ha precisato che il Consorzio di bonifica opera sul reticolo di scolo e non sui fiumi e torrenti, la cui gestione non rientra nelle competenze consortili. Dopo oltre venti giorni di piogge che hanno saturato i terreni, la portata eccezionale dei corsi d’acqua ha provocato la rottura degli argini in diversi punti.
Le opere di scolo, pur manutenute e in efficienza, non avrebbero potuto reggere l’enorme flusso proveniente dai bacini idrografici, che raccolgono l’acqua di un’area di circa 2.500 chilometri quadrati e convogliano milioni di metri cubi verso valle. In molte zone, tuttavia, le infrastrutture consortili hanno comunque contribuito a limitare danni che avrebbero potuto essere ancora più gravi.
Il ruolo delle dighe e la gestione delle portate del Crati
Particolare attenzione è stata rivolta alla gestione degli impianti idraulici, tra cui la diga Farneto del Principe e lo sbarramento delle Strette di Tarsia, dove tecnici, operai e manovratori sono al lavoro da giorni, anche nelle ore notturne, in coordinamento con Regione Calabria e Protezione civile per modulare i quantitativi d’acqua rilasciati.
La traversa di Tarsia, concessa per uso irriguo e non progettata per la laminazione delle piene, nei giorni scorsi è stata comunque utilizzata in funzione di regolazione, su richiesta della Protezione civile e dopo il confronto con Ministero e Prefettura. Le paratoie non sono state chiuse completamente, ma movimentate nei limiti delle autorizzazioni per attenuare i volumi in ingresso e favorire un deflusso più graduale.
Il bacino sotteso dalla diga supera i 1.300 chilometri quadrati e, secondo i dati registrati, in alcuni punti la portata ha raggiunto valori molto elevati, aggravati anche dal contributo di altri corsi d’acqua come il Coscile e l’Esaro, interessati da picchi eccezionali.
Monitoraggio continuo e coordinamento tra enti
Il commissario ha evidenziato come il risultato più importante dell’emergenza sia stato l’assenza di vittime, attribuendo questo esito alla sinergia tra Protezione civile, Consorzio di bonifica e Arpacal, che hanno operato in modo coordinato e tempestivo.
Sin dalle prime ore dell’allerta è stato attivato un monitoraggio costante attraverso il sistema AllertCal, con controlli effettuati a cadenza oraria, e nei momenti più critici anche più frequenti, sia a monte sia a valle delle aree interessate. Le decisioni operative sono state assunte sulla base dei dati raccolti e del continuo confronto con le previsioni meteorologiche, attraverso sopralluoghi diretti, osservazioni visive e verifiche da remoto.
Verifiche e ripristino delle opere dopo l’emergenza
Parallelamente alla gestione della fase critica, il Consorzio sta procedendo alla verifica e al ripristino delle opere consortili danneggiate dalla violenza degli eventi. L’attività prosegue senza interruzioni, con l’obiettivo di ripristinare la piena funzionalità delle infrastrutture e continuare a garantire il supporto ai territori colpiti fino al completo superamento dell’emergenza.