Raoul Bova racconta Raf Vallone in “Combattente”, il documentario tra Calabria, cinema e memoria
Il film diretto da Marco Spagnoli ricostruisce la vita dell’attore calabrese attraverso lettere inedite, materiali d’archivio e i luoghi che ne hanno segnato l’esistenza. Le riprese sono in corso in Calabria
Un percorso tra cinema, memoria e identità per raccontare uno dei grandi protagonisti italiani del Novecento. Si intitola “Combattente” il nuovo documentario dedicato a Raf Vallone, diretto da Marco Spagnoli e interpretato da Raoul Bova, che guida il pubblico attraverso i luoghi simbolo della vita dell’attore: la Calabria, sua terra natale, Torino, città della formazione, e Sperlonga, rifugio familiare condiviso con la moglie Elena Varzi.
Bova, attore romano di origini calabresi, era considerato idealmente da Vallone come una sorta di erede artistico. Accanto a lui nel film c’è Stefania Spampinato, attrice italiana attiva anche negli Stati Uniti, chiamata a rileggere in chiave contemporanea il rapporto umano e professionale tra Vallone e Varzi.
Lettere inedite e materiali d’archivio
Il documentario nasce da un articolato lavoro di ricerca e si fonda anche su centinaia di lettere inedite scambiate nel corso degli anni tra Raf Vallone ed Elena Varzi. Il materiale, custodito dalla famiglia e messo a disposizione dagli eredi Eleonora, Arabella e Saverio Vallone, consente di entrare nella dimensione più privata dell’attore.
Accanto alle lettere trovano spazio spezzoni di film, documenti personali, testimonianze e immagini d’archivio. Ne emerge il profilo di un uomo che ha attraversato mondi diversi: il calcio, il giornalismo, la Resistenza, il neorealismo, Hollywood e il grande teatro internazionale.
Dalla Calabria al successo internazionale
Nato nel 1916, Vallone fu calciatore nel Torino, si laureò in giurisprudenza e filosofia e intraprese poi la carriera giornalistica e cinematografica. Il successo arrivò con il neorealismo e con film come “Riso amaro”, fino alle collaborazioni con registi come Giuseppe De Santis e Vittorio De Sica e all’affermazione internazionale.
Nel corso della sua carriera lavorò anche negli Stati Uniti e sui principali palcoscenici europei, portando in scena “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, con il quale strinse anche un rapporto personale.
Le riprese in Calabria fino a fine settembre
“Combattente” vuole restituire non soltanto il profilo artistico di Vallone, ma anche la sua dimensione familiare e civile, con particolare attenzione al legame con Elena Varzi e ai valori che hanno accompagnato la sua vita.
Il documentario è prodotto da Massimo Di Rocco e Luigi Napoleone per Bartlebyfilm, con il contributo della Calabria Film Commission, e scritto da Manuela Tempesta e Marco Spagnoli. Dopo le riprese realizzate a Torino, la troupe è ora al lavoro in Calabria. La conclusione delle riprese è prevista entro la fine di settembre, mentre il film dovrebbe essere pronto nelle prime settimane del 2027.