CIVITA – Una comunità che si stringe attorno al proprio sindaco e una mobilitazione che supera i confini del piccolo borgo arbëreshë del Pollino. È questo il significato dell'iniziativa “Siamo tutti Tocci”, nata a sostegno del sindaco di Civita, Alessandro Tocci, dopo la sentenza di primo grado relativa alla tragedia delle Gole del Raganello.

L'appuntamento, promosso da amministratori locali e cittadini, rappresenta un momento di vicinanza istituzionale e umana nei confronti del primo cittadino, che da anni guida il comune calabrese e che, nel corso della sua attività amministrativa, ha legato il proprio nome a numerose iniziative per la valorizzazione del territorio, dalla promozione turistica alla tutela della comunità locale.

La manifestazione nasce all'indomani della condanna pronunciata dal Tribunale di Castrovillari nell'ambito del processo sulla tragedia del Raganello del 2018, nella quale persero la vita dieci escursionisti. Una decisione che ha suscitato un acceso dibattito sul tema delle responsabilità dei sindaci, soprattutto nei piccoli comuni, spesso chiamati a gestire emergenze e criticità territoriali con risorse limitate.

Sotto lo slogan “Colpevole d'innocenza”, sindaci provenienti da diverse realtà della Calabria hanno annunciato la propria partecipazione all'iniziativa, trasformando Civita in un simbolo di una riflessione più ampia sul ruolo degli amministratori locali. L'obiettivo dichiarato è quello di esprimere solidarietà a Tocci, ma anche di aprire un confronto sul peso delle responsabilità che gravano quotidianamente sui primi cittadini.

Alessandro Tocci è una figura centrale nella vita amministrativa di Civita da oltre un decennio. Riconfermato più volte alla guida del Comune, ha attraversato momenti complessi e delicati per la comunità, dalla tragedia del Raganello alla gestione dell'emergenza Covid, distinguendosi per iniziative che hanno portato il borgo a ottenere risultati significativi anche sul piano sanitario e organizzativo.

La giornata di mobilitazione vuole dunque essere non soltanto un gesto di sostegno personale, ma anche un'occasione per riaffermare il valore del servizio pubblico e il ruolo delle istituzioni locali. In una fase in cui il rapporto tra responsabilità amministrativa e responsabilità penale è al centro del dibattito nazionale, Civita si prepara a diventare il luogo di una riflessione che coinvolge l'intero mondo delle autonomie locali.

Al di là delle vicende giudiziarie, che proseguiranno nei successivi gradi di giudizio, il messaggio che arriva dalla piazza è quello di una comunità che non intende lasciare solo il proprio sindaco e che rivendica il diritto di discutere, con equilibrio e senso delle istituzioni, il delicato tema delle responsabilità degli amministratori pubblici.