Che Ultimo fosse un fenomeno capace di riscrivere i record della musica italiana era già noto. I numeri registrati negli ultimi anni, culminati con il primato di presenze a un concerto di un artista italiano (Tor Vergata, il 4 luglio, con 250.000 presenze), avevano già certificato la forza di un pubblico straordinariamente fedele. Ma quanto accaduto nelle prime ore di prevendita per il concerto del 3 luglio 2027 allo stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria racconta anche un’altra storia: quella di una Calabria che risponde con entusiasmo quando le viene offerto un grande evento.

La valanga di richieste registrata subito dopo l’apertura delle vendite ha infatti sorpreso per intensità, confermando come il pubblico calabrese sia pronto a sostenere appuntamenti di rilevanza nazionale. Un segnale che va oltre il richiamo esercitato da uno degli artisti più amati del panorama musicale italiano e che riporta al centro una riflessione ormai sempre più attuale: la Calabria può diventare una delle grandi piazze della musica live.

La proposta di Ruggero Pegna per una grande arena

Su questo tema è intervenuto anche Ruggero Pegna, storico promoter e appunto organizzatore del concerto di Reggio Calabria. Secondo Pegna, quanto accaduto durante la prevendita dimostra in maniera evidente che la regione dispone di un bacino di pubblico capace di sostenere eventi ancora più importanti.

Da qui la proposta, rilanciata dallo stesso produttore, di dotare la Calabria di una grande arena da 70-80 mila posti, una struttura che consentirebbe di ospitare i principali tour italiani e internazionali, inserendo stabilmente la regione nei circuiti dei grandi concerti.

Grandi eventi, turismo e nuove opportunità per la Calabria

Per anni la Calabria è rimasta ai margini delle tournée dei grandi artisti. Il successo della prevendita del concerto di Ultimo dimostra invece che la domanda esiste ed è forte. Investire in infrastrutture dedicate agli spettacoli significherebbe non solo offrire nuove opportunità agli appassionati di musica, ma anche creare un importante indotto economico e turistico.

La risposta del pubblico, ancora una volta, sembra aver lanciato un messaggio chiaro: la Calabria non vuole più assistere da spettatrice ai grandi eventi, ma esserne protagonista.